La guerra del Comune di Genova alle scuole cattoliche

La guerra del Comune di Genova alle scuole cattoliche continua, perche' il Comune si rifiuta di ritirare le cartelle di pagamento gia' emesse,con il pretesto di una sentenza di Cassazione tutta da interpretare,e i gestori delle scuole chiedono fermamente che si ritorni al rispetto della legge. Anche i cattolici della Margherita danno segni di risveglio,minacciando di non votare i bilancio. Non si conoscono le posizioni degli altri comuni liguri governati dal centro-sinistra,ma sono possibili allineamenti con Genova per fare cassa. IL GIRONDINO

Dal SECOLOXIX del 11 gennaio

Enti religiosi, rottura sull'Ici
LA POLEMICA Fallito l'incontro che avrebbe dovuto chiarire la situazione. La Margherita: «Un caso politico»
Don Lorenzelli al Comune: «Abolitela o sarà il disastro»
 
Dal disgelo ad un nuovo raffreddamento. Dalle dichiarazioni di reciproca apertura ad una quasi-rottura delle trattative. Il "caso Ici" che oppone gli enti religiosi a Palazzo Tursi non accenna a placarsi, come confermano le parole di don Alberto Lorenzelli, presidente della Conferenza che riunisce tutti gli enti religiosi della Liguria: «La nostra posizione e quella del Comune sono molto diverse. E' vero che la richiesta di pagamento dell'Ici è sospesa, ma noi chiediamo che venga annullata. L'interpretazione che dà l'amministrazione comunale è riduttiva e potrebbe portare ad un disastro totale».
La vicenda Ici è anche una spina politica nel fianco dell'amministrazione di centrosinistra. La Margherita è in fibrillazione. «E' indubbio che si tratta anche di un caso politico - dice il capogruppo Claudio Gustavino - Non ritengo che sia il caso di fare i primi della classe nell'applicare questa norma, che ha bisogno di approfondimenti giuridici. Un'attività che non può essere svolta con la spada di Damocle del pagamento che pende sulla testa degli istituti ecclesiastici. Così com'è arrivato un bollettino, mi aspetto un gesto forte e concreto che lo cancelli».
Guastavino non lo dice, ma con la discussione del bilancio alle porte, l'opposizione della Margherita sulla vicenda Ici potrebbe diventare argomento delicatissimo.
L'incontro tecnico del 5 gennaio non è servito ad avvicinare le posizioni, anzi sembra averle ulteriormente divaricate. Gli enti ecclesiastici hanno presentato una memoria e adesso attendono una risposta da Palazzo Tursi, ovviamente nella speranza che venga incontro alle loro istanze. Ipotesi che appare alquanto remota: la direzione tributi del Comune ritiene infatti che la sentenza della Corte di Cassazione dell'8 marzo scorso, esprimendosi sul caso di un pensionato per studenti svolta da un ente religioso, abbia chiaramente stabilito che laddove esiste un corrispettivo pagato per l'attività svolta, l'Ici debba essere pagata. Le scuole, dunque, non farebbero eccezione, anche se il Comune ha deciso di inviare un quesito al ministero delle Finanze perché sgomberi il campo da ogni dubbio su questo punto. Una domanda di chiarimenti che gli enti religiosi hanno deciso di non sottoscrivere. «Il quesito per noi è un aspetto secondario e comunque spetta al Comune avanzarlo - afferma don Lorenzelli - Per quanto ci riguarda, abbiamo presentato un memoriale con esplicite indicazioni e pareri di illustri giuristi. Adesso aspettiamo di conoscere la risposta del Comune».
Nel documento firmato da Mario Lela, rappresentante legale dell'istituto Don Bosco, si sostiene che «è vero che la maggior parte parte degli enti ecclesiastici svolge anche attività diverse da quelle di religione e di culto, ma ogni attività, anche se considerata commerciale ai fini fiscali, è diretta allo scopo principale. E la sentenza stessa della Cassazione si affretta a chiarire che alcune attività, ossia quelle di assistenza e beneficenza, istruzione, educazione e cultura, rientrano già nell'esenzione stabilita dalla legge sull'Ici». Da qui la richiesta dell'annullamento dei provvedimenti che il Comune si è finora limitato a sospendere, in attesa dei chiarimenti ministeriali.
Il «disastro totale» paventato da don Lorenzelli è che, se la linea di Palazzo Tursi dovesse essere confermata, dopo le scuole toccherà anche alle case di riposo, alle comunità alloggio, agli oratori, ai centri giovanili, ricevere la richiesta di pagamento dell'Ici, arretrati compresi.
Per ora, gli enti ecclesiastici che hanno ricevuto la richiesta di pagamento dell'Ici sono stati invitati dai propri vertici a non versare un euro nella casse comunali. Tutto lascia prevedere che, in caso di risposta ministeriale in linea con l'impostazione di Palazzo Tursi, scatteranno ricorsi giudiziari.



Andrea Plebe
11/01/2005