Dal SECOLO XIX

Acqua, la stangata arriva in palestra

CARO TARIFFE Clamorosa denuncia del presidente provinciale dell'Uisp: «La doccia bisogna... portarsela da casa»
«Bollette anche triplicate, le società sportive sono a rischio»
 
Le nuove tariffe dell'acqua rischiano di affogare in un mare di debiti i bilanci delle società sportive. A denunciarlo è Alessandro Ribolini, presidente dell'Uisp provinciale il quale lancia un provocatorio slogan di protesta: "manda i tuoi figli a fare sport, ma l'acqua per la doccia... portala da casa». Nel determinare le tariffe da attribuire agli impianti sportivi infatti i trentadue sindaci della provincia che fanno parte dell'assemblea dell'Ambito Territoriale Ottimale hanno applicato alle strutture sportive le stesse tariffe del commercio. A questo punto una doccia al termine di un allenamento in uno dei tanti impianti della provincia viene a costare un vero patrimonio. Un altro incredibile capitolo della stangata, che tra industria e seconde case sta provocando una rivolta sempre più in crescendo.
«Ci hanno censito come unità commerciali triplicando o quadruplicando le bollette - spiega Ribolini - Alcune nostre società sportive stanno ricevendo in questi giorni le bollette dell'Acam relative al consumo di acqua e redatte in base al nuovo sistema di tariffazione. Se all'inizio si pensava a un errore, ora abbiamo la certezza del gravissimo danno che le società sportive stanno subendo. Da alcune nostre parziali stime pensiamo che a fine anno solo dalle società sportive dilettantistiche arriveranno nelle casse di Acam oltre sessantamila euro in più del 2004».
A rischiare di finire a gambe all'aria ci sono decine e decine di società sportive. Il caso più esclatante già venuto alla luce è quello di una palestra di Ceparana. «Il titolare spendeva - dice Ribolini - cinque o sei mila euro di acqua all'anno. Gli è già arrivata una prima maxi bolletta e da calcoli sommari quest'anno per un'identica fornitura idrica di euro ne spenderà almeno sette mila in più». Mazzate terribili in grado di mettere in ginocchio attività e società sportive. «Penso ai tanti campetti nei quali si allenano decine e decine di squadre con le docce sempre aperte. Rabbrividisco - conclude Ribolini - nel pensare a una struttura che abbia anche una piscina».
«Ci sono società sportive - conclude il presidente dell'Uisp - che dedicano tutte le loro energie ai settori giovanili, allo sport amatoriale e riescono a ottenere risultati esclusivamente grazie al volontariato dei propri soci. Ora se vorranno continuare a esistere dovranno far ricadere i maggiori costi sulle famiglie o, peggio ancora, chiudere gli impianti per gli eccessi oneri».
Il grido di allarme dell'Uisp è stato immediatamente raccolto dal Movimento Consumatori della Spezia. «Si è parlato molto degli aumenti per le seconde case a fronte di importi notevolmente cresciuti. - dice l'avvocato Antonella Franciosi, consulente del Movimento Consumatori in città - Qui siamo in presenza di un aumento di spese esponenziale che va a colpire quei soggetti che, siano essi società sportive, associazioni culturali o di volontariato, sono senza scopo di lucro e vedono così seriamente compromesse le possibilità di proseguire nella loro preziosa attività sociale. Deve essere introdotta una fascia per la categoria no-profit».

Riccardo Bonvicini
14/01/2005