TRASVERSALITA' IN REGIONE di LUCIANA
La Regione ha approvato la legge che indica le attività regionali a sostegno dei valori della resistenza e prevede tra l'altro una seduta solenne del Consiglio in concomitanza con il giorno della Memoria.
Contro hanno votato i 4 consiglieri Di AN e due di Liguria nuova, tra cui Castellaneta.
La legge, proposta dal vice presidente del Consiglio, il DS Ronzitti (abbiamo un vicepresidente di sinistra ??????), dal capo gruppo UDC Barci e da numerosi consiglieri di maggioranza e opposizione, e' stata approvata con 26 voti a favore ( Ulivo, FI, Lega e Rifondazione) e 6 contrari ( Liguria nuova e AN).
Queste trasversalita', saranno alta politica, ma non le capiro' mai.
Luciana

 

trasversalità politica - commento alla signora Luciana

Gentile signora Luciana,

la ringrazio per lo spunto che la sua lettera offre, e premetto di avere molta comprensione per il suo punto di vista.
Sono un consigliere di circoscrizione a Savona, quindi un "secondoviceassistenteaiutopoliticanteaggiuntoinprova", al suo secondo mandato. Prima della mia elezione anch'io la pensavo come Lei, ed avendo radicate visioni politiche non avrei saputo meglio di Lei esternare la mia indignazione.
Sta di fatto che poi, dall'interno della "macchina" la visione è differente.
Mi spiego meglio.
Partiamo innanzi tutto dal concetto che ai più sfugge, vale a dire che le elezioni che non sono di carattere nazionale sono dette "amministrative"; gli eletti sono chiamati alla gestione della cosa pubblica, non già a stabilirne gli indirizzi politici. Sembra una differenza di poco conto; se così fosse, però, gli elettori guarderebbero alle capacità amministrative anzichè al colore politico, e così, purtroppo, non è.
Chiaramente i candidati sono espressione di partiti politici, che dovrebbero indirizzare l'ideologia amministrativa; in pratica, soprattutto a sinistra, si prevede che l'eletto voti secondo indicazione di partito (nella cdl vi è talvolta tale indicazione, ma ogni eletto è libero di esprimersi nel voto anche secondo proprio pensiero, o contingentemente alla situazione che vive nel suo ambito).
Ma soprattutto compito degli eletti è votare norme nell'interesse del cittadino e non già del partito politico, quindi, se è il caso, anche contro l'indicazione di partito; mi creda se le dico che ciò a sinistra raramente accade, anche per via delle rappresaglie interne.
Nel caso da Lei sottoposto, pur non entrando nello specifico della norma approvata, non era comunque possibile per qualsiasi forza politica votare contro, in quanto si esporrebbe ad attacchi demagogici, soprattutto a sinistra. Evidentemente i consiglieri di An, nonostante le indicazioni di partito, hanno ritenuto, in coscienza, di non poter sostenere una tale tesi (non dimentichiamo le origini di An e i valori che ciascuno dei suoi appartenenti può mantenere più nella sostanza che nella forma); altri della cdl, magari me compreso, possono seppur in senso lato condividere magari anche solo in parte alcuni valori di cui si è appropriata, in buona parte indebitamente, la sinistra italiana (non credo infatti che la resistenza sia stata fatta da uomini di sinistra). Castellaneta fa testo a sè, essendo un movimento locale ma di estrazione leghista, quindi di destra, forse un po' oltranzista, per quanto spesso le sue idee siano condivisibili, soprattutto a livello amministrativo.
Se poi vi sono le opportunità contestuali, è prassi, nel rispetto politico delle parti, "concedere" alcune vicepresidenze alla minoranza (anche se, parlando di sinistra, si potrebbe chiamare opposizione, per partito preso) in quanto, si suppone, tutti gli schieramenti rappresentano, seppur in non egual misura, cittadini, ed è giusto che ci siano le opportunità di verifica e controllo, e se è il caso di opposizione; le cariche permettono infatti, in modo istituzionale, di aver "diritto" non soltanto al voto di una pratica ma al suo esame molto più approfondito. Nel nostro comune sono state concesse vicepresidenze di commissioni, e se non ricordo male, a livello nazionale, quando erano al governo le sinistre, vicepresidente della camera era Alfredo Biondi, di Forza Italia. Non sempre, quindi, la rissa politica che ci vogliono far intendere i media si traduce in costante realtà all'intero delle istituzioni. Più spesso di quanto si creda, fra persone intelligenti, soprattutto a livello locale e amministrativo, si cerca, nel limite anche politico, di far funzionare le cose. E chi vince le elezioni, ovviamente, si prende le responsabilità dell'ultima decisione, che gli compete.