Sulla crisi di Forza Italia

Come al solito, trattandosi di Cerulli, sono d'accordo "quasi" su tutto.

Un paio di eccezioni, dettate dalla differenza che c'è tra un liberale (di idee Einaudiane) e un liberista.
La prima è che, a dispetto del suo "antifondamentalismo" che a mio parere si trasforma in un "controfondamentalismo" (cioè, in buona sostanza, in un altra forma di fondamentalismo) io non credo che tener conto di certi dettami di natura religiosa sia sbagliato per principio (e con ciò non intendo assolutamente cattolica, sono perfettamente d'accordo su quanto espresso sul vaticano). Le coscienze degli italiani, bene o male, di più o di meno, sono "toccate" da questi temi soprattutto a livello di popolazione più che in relazione al singolo individuo (tutti direbbero che è sbagliato rubare, poi l'occasione fa l'uomo ladro - al di là dell'integrità individuale a nessuno verrebbe in mente di approvare una norma che transiga dal concetto).
Non si può quindi, per quanto ideologicamente un pensiero possa essere "corretto" prescindere dalla volontà popolare, partendo dal concetto che una norma, per quanto per delega, è la forma che un popolo, e non una minoranza di "intellettuali", si dà per regolamentarsi la vita e la convivenza civile; l'esempio, già dibattuto in altri tempi, è quello della fecondazione assistita piuttosto che il darwinismo.
 
Seconda considerazione. Io sono per una "democrazia anomala" cioè per un rispetto della volontà popolare attraverso un sistema verticistico. Mi sta anche bene che certe cariche siano per nomina anzichè per elezione, lasciando quindi la maggior parte del poter a chi ha la delega di nominare, ma è imperativa la responsabilità di chi ha questa delega nel non fermarsi a fare ciò che deve bensì nell'accertarsi che sia raggiunto il risultato perseguito, tenendo ovviamente conto delle contingenze contestuali. Ma siamo molto lontani dai tempi di Cromwell...
Tornando a Forza Italia, ad esempio, sarebbe assurdo chiedere le dimissioni del coordinatore che non riuscisse a vincere le elezioni a Vado Ligure, perchè, dati i fatti oggettivi, suo compito è provare ad ottenere un risultato "impossibile". Ci sta pure di riuscire a perdere laddove è previsto che si vinca, ma l'analisi deve essere attenta e precisa per evitare la duplicazione dell'improbabile sconfitta. Questa analisi deve essere fatta anche, e soprattutto, quando si vince (perchè abbiamo vinto a finale?) E non mi sta bene che, in questo caso, è importante il risultato e del resto chi se ne frega; più importante è riuscire a duplicare il risultato, e si può fare soltanto se si analizza la vittoria.
Tutto sommato, la "base" cui fa riferimento Cerulli vota fra chi gli è stato proposto e non chiunque; ricordo perfettamente i casi da candidato unico, non ultimo il cittadino savonese o il provinciale, anche perchè per chi avesse osato proporre alternative era previsto l'ostracismo, perchè si sarebbero messe in dubbio, o vanificate, "strategie politiche" dall'alto. Sono quindi i "nominati" (o gli eletti a lista unica) che dovrebbero essere allontanati se non in grado di riconoscere da sè stessi di essere (magari soltanto per ora?) inadeguati al ruolo. Non sono quindi d'accordo su un suffragio elettorale basato esclusivamente su simpatie derivanti magari da interessi, perchè in tal caso nessuno sarebbe responsabile. Preferisco che qualcuno si prenda la responsabilità, sentiti tutti, di "nominare" una giusta alternativa di candidati confacenti al ruolo preposto (e non, come mi pare talvolta accada, "chi c'è" ovvero quelli al momento disponibili, a prescindere da tutto, o di supposta fedeltà al nominante).
Reputo che i nostri dirigenti di partito abbiano peccato, oltre che di personalismo, anche e soprattutto di ingenuità, puntando su persone che gliela raccontano bene ma che perseguono interessi completamente diversi da quelli che dovrebbero avere nel ruolo proposto.
I casi D'anna, Accame, Delfino, e lo stesso Pasquale (in teoria in quota al centro destra ma mi sembra in pratica, magari e giustamente per interesse, a favore del centro sinistra - c'era lui a "battezzare" il sig. Bertolotto neo Presidente della provincia, lui che per un certo periodo di tempo ha "valutato" se esserne l'antagonista) dimostrano che certe valutazioni non sono state corrette. Ci può stare, ma quando è troppo è troppo!
Temo che Forza Italia non uscirà dall'impasse (termine francese, che tanto piace a Cerulli) attuale; il riformismo interno viene da un'analisi integra ed etica. Chiedere ai "politici" un simile gesto è possibile, che lo facciano molto meno.

Angelo LESSI