riunione
provinciale F.I. del 21/7/04
Al di là della questione INTELLISANO - OLIVA,
è stato interessante ascoltare gli interventi di coloro che hanno voluto
"partecipare" e annoto la "saggia" decisione del direttivo savonese (chi non
ha nulla da dire è meglio che taccia).
SCHNECK. L'ex consigliere provinciale, oggi uomo
di punta di F.I. nell'albenganese, del quale si sa tra l'altro che nel suo
ruolo è stato pesantemente criticato (anche lui? ma tutti i delegati del
partito sono criticati?) da Barbero, ha parlato, nell'ambito dell'analisi
del Partito a livello locale-provinciale, che esso ha bisogno di essere
organizzato, e non già riorganizzato come molti sostengono. Ricorda che,
citando una battuta, abbiamo tanti "cesarini" locali dei quali non sappiamo
che farcene potendo avere un vero Cesare (chiaro il riferimento a Berlusconi).
Forza Italia, è nato come movimento popolare basato però troppo su
Berlusconi stesso, il quale a settembre renderà chiaro se avrà ancora voglia
di "reggere" (ma pare di sì) e che in tal caso il Partito deve diventare
davvero tale, essendo al momento in una fase di transizione-trasformazione
dal movimento originale. Attualmente lo statuto lo rende un "Partito degli
Eletti" e quindi con una democrazia delegata anzichè partecipata
(rappresentanza degli elettori). Uno dei motivi della debàcle appena passata
è forse dovuta a questo, la gente è stufa di "vederci" solo al momento della
richiesta del voto. Occore creare davvero una "scuola politica" capace di
aggregare, pur nei loro distinguo, le varie anime che compongono il Partito
attraverso un sistema davvero partitico e verticistico, creando un vero
spirito di squadra che al momento manca davvero per via dei troppi
personalismi. Necessitano quindi gli strumenti per fare davvero politica, i
nostri "avversari" riescono ad "apparire credibili" proprio perchè li hanno,
ed anche noi dobbiamo dotarci dei mezzi che ci permettano di meglio
rappresentare concretamente le esigenze e le istanze dei nostri elettori
anche attraverso, appunto, di una vera organizzazione interna, oggi lacerata
dai troppi distinguo personali.
Ha infine espresso solidarietà per i "ruoli
politici" (dei quali ha oggi magari maggior comprensione per il fatto di
farne parte) che sono a "combattere" contro tutto e tutti in un "partito che
non esiste" in quanto non ancora organizzato come tale; sono questi che
"tengono aperta la baracca", parafulmine di tutte le situazioni, invisi
talvolta agli eletti in quanto questi si sentono appunto gli "eletti" ma
ricercati poi magari dagli stessi quale scudo e forza in caso di problemi.
BELLASIO. Si è detto "sorpreso" della linea di
discussione in quanto era preparato invece a parlare di programmazione e non
già di critiche sul passato. Da "vecchio" esponente dc ha infatti da tempo
capito che il passato serve per creare il futuro e non fine a sè stesso. A
settembre deve cominciare, a suo avviso, la campagna elettorale per le
regionali, e reputa che gli "avversari" ds siano già pronti; non possiamo,
"come al solito" (e come è avvenuto alle scorse provinciali, per inciso)
partire da marzo, occorre che da subito si individuino gli elementi
provinciali che correranno per questa tornata ed in grado di avere la giusta
credibilità elettorale per la raccolta dei consensi. Si domanda davvero se
qualcuno ha voglia di vincere, di correre per il risultato, a partire magari
dagli esponenti a vario livello del Partito. Capire la recente sconfitta
deve essere in fatto in modo propositivo, in quanto avendo girato la
provincia, per quanto ha potuto, ha notato davvero la voglia della gente di
occuparsi di politica, ma discutere problemi concreti e non "a massimi
sistemi". Reputa quindi che la "caduta dell'ideologia" non significhi
indifferenza della gente, ciò che davvero manca, a suo avviso, è la capacità
di far politica fra la gente, non nei salotti, che non sono più in grado di
dare forti orientamenti di voto; manca il collante fra la gente ed il
Partito, a tutti i livelli. Reputa che i vari coordinatori, in proporzione
al passato, abbiano enormi potenzialità in virtù di poteri decisionali
"enormi, quasi dittatoriali" che dovrebbero essere usati al di là dei
personalismi. Termina affermando che ciò che manca non è l'ideologia anti ds,
ma soltanto l'entusiasmo, che deve essere alimentato anche fra la gente con
molta convinzione.
SANTIAGO VACCA, neo eletto provinciale e già
vice sindaco di Borghetto (con preferenze di lista del 75%).
Sostiene che intanto è meglio per tutti
"riportarsi all'ordine" smettendo di interrompersi a vicenda, volendo
ciascuno interrompere i vari relatori per esprimer proprie opinioni che
potranno al limite essere esposte in seguito. Non possiamo fare "politica da
bar" e in sostanza questa è fine a sè stessa, non porta da nessuna parte.
Ammettendo che OLIVA ha sicuramente fatto molti
errori tiene a sottolineare però che il coordinamento provinciale di Savona
è molto difficile, essendo spesso il partito in minoranza e come sia
difficile rimanere uniti quando ciò che predomina è spesso "un'accozzaglia
di interessi".
Chiede, a ragione, un controllo sul lavoro
svolto dai vari coordinatori a vario livello, e la rimozione dei "latitanti"
(concetto già un anno fa espresso dall'On. Scajola in occasione di una
riunione tenutasi a Rapallo).
Ad Oliva chiede maggiore forza decisionale e
meno "diplomazia interna".
ADRIANO BALDINI, resp. coordinamento giovanile
nel ponente ligure.
Sono stato felicemente sorpreso nel "conoscere
meglio" questo "ragazzo" di 26 anni in grado, per entusiasmo e convinzione,
di dare davvero dei punti a tanti "baroni" di Forza Italia; il suo
intervento è stato davvero chiaro, incisivo e concreto.
Ha esordito lamentando la "solitudine
partecipativa" in cui versa, portando ad esempio il suo impegno per il
nostro candidato Presidente Provinciale, presente ed in grado di confermare,
per il quale ha profuso tempo ed impegno a sostegno della sua campagna
elettorale, accompagnandolo spesso per meglio farlo conoscere e presentarlo
in ambienti elettorali, e notando che questo suo impegno è stato isolato,
non riscontrando in altri esponenti di partito pari energia, anzi totale
latitanza.
Ha poi stigmatizzato come nel "Partito degli
Eletti" costoro non frequentino il Partito, venendo così a mancare il
rapporto fra Partito ed Eletti. In effetti le varie istituzioni che
compongono il Partito, coordinamenti a vari livelli ed eletti a tutti i
livelli non sono in contatto fra loro, non si parlano bensì si "frequentano"
nei vari salotti o riunioni di altro tipo, per cui vengono a mancare le
informazioni che permettono di programmare una linea comune ed unitaria,
rendendo "la vita difficile" a chi poi deve relazionarsi con la gente. In
effetti abbiamo tantissimi esempi, anche a livello locale, per cui tutti si
trovano impreparati ad affrontare le questioni di anche ordinaria
amministrazione politica delle vicende che interessano i cittadini,
lasciando quindi a ciascuno la sua visione interpretativa della cosa, ed in
sostanza confermando alla gente la distanza fra loro e il Partito. Prendiamo
ad esempio la questione savonese del Metrobus. Come la vede Forza Italia, e
perchè? quali sono le direttive comuni ed unitarie, al di là delle
interpretazioni personali? Cosa dicono i nostri Eletti regionali e
provinciali sull'argomento? Hanno discusso la questione a livello di
coordinamento regionale e provinciale? e da questi sono arrivate le
indicazioni ai coordinamenti comunali interessati, come Savona e Vado? e
questi hanno discusso una linea comune di Partito tale da dare sufficienti
informazioni ed indicazioni ai vari rappresentanti del Partito sul
territorio? I consiglieri comunali e circoscrizionali sono stati edotti
sull'argomento in forma sufficiente da permettere loro a vari livelli di
mantenere una linea comune e di poterne parlare con la gente con cognizione
di causa e con dati di fatto? Siamo nella condizione che io, a livello di
Prima Circoscrizione, in teoria non sono interessato al problema, la cosa mi
può lasciare indifferente e se per caso mi fosse richiesta una votazione
potrei anche, a pelle e personalmente, essere favorevole mentre in IV so che
invece sono contrari. Ma le stesse considerazioni, ad esempio, si potrebbero
fare per la discarica di Cima Montà, che sono sicuro molti non sappiano
neppure dove sia, e che in teoria in IV circoscrizione frega a nessuno e che
in Comune non è argomento corrente fra i consiglieri eletti di F.I.
BALDINI prosegue ribadendo che occorre capire il
ruolo dei vari coordinatori cittadini ed il loro rapporto con la latitanza
degli eletti, dei quali probabilmente nessuno segue indicazioni di Partito
reputando di essere LUI l'eletto e non già in relazione al simbolo con il
quale si è presentato. I coordinatori, sostiene, a tutti i livelli sono
snobbati dagli eletti ( e personalmente confermo, giusto o sbagliato che sia
la realtà è proprio quella; abbiamo tutti i motivi del mondo per farlo,
magari, ma in effetti non è giusto. D'altra parte la latitanza talvolta di
taluni coordinatori, più interessati alla carica che non al ruolo da
svolgere porta a questo).
SCHNECK interviene un attimo per ribadire come
lo statuto del Partito non dia sufficienti poteri al coordinatore nei
confronti dell'eletto "ribelle".
BALDINI conferma sottolineando come di solito
l'eletto, una volta tale, si consideri "indipendente" dal Partito reputando
che l'elettorato abbia dato A LUI il mandato, e non già al partito (in
teoria ciò però non dovrebbe valere per gli eletti provinciali o nazionali,
con collegi uninominali, dove il candidato ha una valenza personale molto
inferiore essendo strettamente legato al voto di lista e non viceversa).
Ad esempio, sarebbe erroneo dire che "abbiamo
vinto ad Albissola Marina" quando il Sindaco non si riconosce in nessuna
indicazione di partito, pur avendo in giunta uomini espressione del Partito,
divisi magari tra questo e la carica, con conseguenti decisioni, che hanno
assunto. Sarebbe meglio affermare che Albissola è vicina al centro destra,
magari, ma Parodi è e resta un indipendente, prenderne atto ed agire di
conseguenza; ciò dovrebbe valere anche per i vari eletti a tutti i livelli,
dove chi non si riconduce alle indicazioni di Partito non può nè deve essere
considerato uomo di Forza Italia, e come tale trattato (es. gruppo Cuneo in
comune di Savona), nè accettare che costui si "rappresenti" come uomo di
Forza Italia, in quanto non in grado di rappresentarla.
BALDINI, ancora, si interroga sul ruolo del
coordinatore, valutando zero la sua valenza nella gestione del Partito. La
reazione generale al lavoro di chi fa è zero, neanche grazie per quello che
riescono a fare (dimenticando, però, che molti davvero non fanno nulla;
forse sono troppi, costoro, e il lavoro di pochi non si vede).
Ribadisce l'essenza di Forza Italia, allo stato
attuale Partito degli Eletti, che "fanno la storia" del Partito e non già
chi lavora dietro le quinte; fra 3 anni ci sarà magari un nuovo coordinatore
provinciale, anche lui a rispondere del suo operato, sicuramente inviso e
criticato. Non si possono quindi gettare tutte le colpe sui coordinatori, a
vario livello, se gli eletti non collaborano, si estraniano, si pongono da
soli su un palchetto per poi lamentare l'assenza di un coordinamento, tutto
sommato non voluto in quanto "scomodo".
Lamenta, ad un mese dalle passate elezioni, la
sola presenza di critiche senza nessun progetto costruttivo; la politica non
può essere soltanto critica del passato ma progettualità e programmazione,
con conseguente azione verso obiettivi prefissati, ma da parte di tutti;
chiede un maggiore allineamento in tal senso, lasciando però intendere di
dubitare che possa verificarsi una immediata attuazione, essendo ancora
distanti gli eletti e i coordinamenti dalle reali esigenze della gente.
Reputa che il consenso sia verso il simbolo, non
verso il singolo; nessuno è così carismatico da potersi permettere un
atteggiamento di distacco dal Partito e dalle sue indicazione, se così fosse
che esca dal Partito, si faccia una propria lista e si vinca le lezioni da
solo! Per contro, una volta eletti, coloro che ti hanno chiesto un aiuto al
voto, sforzi e tempo spariscono, allocandosi su un "olimpo" irraggiungibile
e altezzoso dal quale discendono giusto il tempo della prossima campagna
elettorale, per poi magari ritornarvi, o in caso di sconfitta accampando
meriti per passati successi o comunque "per l'impegno elettorale".
BALDINI termina chiedendo a gran voce, nello
spirto del Partito di Forza Italia, una maggiore collaborazione tra chi ha
cariche di partito e cariche elettorali, in modo da permettere A TUTTI di
poter avere la giusta e proporzianale visibilità DI PARTITO anche nei
confronti della gente (la propedeucità del qual fatto rappresenterebbe una
campagna elettorale per tutto il mandato sia per il singolo sia per il
Partito stesso).
Inoltre, ribadisce l'urgenza di "mandare a casa
le patacche" tutti coloro cioè che usano il Partito per visibilità propria
senza spirito di servizio, a tutti i livelli.
INTELLISANO interviene per sottolineare il
distinguo secondo il quale dipende dove... Esistono realtà locali dove "il
personaggio" è visto come la rappresentanza del Partito stesso, la valenza
del singolo può essere superiore a quella del Partito stesso.
BALDINI replica lanciando un monito generale, a
mio avviso non soltanto apprezzabile ma di valenza enorme per tutto il
Partito:" se credi di valere di più, esci da Forza Italia e fatti una lista
tua. Altrimenti usiamo questa forza per lavorare insieme e far crescere la
valenza del Partito".
Con questo si è chiuso il consesso, ma vorrei
fosse chiaro che non era un attacco personale bensì una cosa su cui tutti
dovremmo riflettere. Giusto essere critici (dal greco "crisi" significa
"crescita"), ma seguendo l'etimologia della parola la critica dovrebbe non
già come accade essere fine a sè stessa (mi rendo responsabile di qualche
episodio simile) bensì lo spunto per proporre qualcosa di grande e di
costruttivo. Il senso di questa riunione di Forza Italia dovrebbe essere
proprio questa, sottolineata proprio da un "giovanissimo" che però davvero
ci dà punti a tutti, e parafrasando le parole di un grande della politica
mondiale: smettiamo di pensare a ciò che Forza Italia può fare per noi
(critica gratuita e richiesta di poltrone) ma cominciamo a pensare a ciò che
noi possiamo fare per Forza Italia (spirito di servizio puro, proposizioni
costruttive tese a rafforzare la valenza del Partito).