La contraddizione di r.c.
Leggo l'articolo del sig. Sferini, e prendo
atto del pensiero ufficiale, stante il suo ruolo (il che significa, in
parole povere, data anche la fonte, che il "suo pensiero" è stato prima ben
studiato e valutato, corretto, rivisitato, impostato, e quant'altro...).
Rifondazione ha saputo interpretare il
sentimento del proprio elettorato, stanco di essere inviso e di aver fatto,
per un certo periodo, la fine del pipistrello (da una nota fiaba, nella
quale finì per non essere più accettato nè dai topi nè dagli uccelli).
I risultati gli danno ragione, le sofferenze per
la separazione dal resto della sinistra ed il dovere d'esser ligi alle
direttive di partito anche laddove si poteva personalmente intravvedere un
possibilismo, sono regolarmente mitigate in vista di "un'alleanza esterna" e
premiate da un'impennata nei suffragi. E' sicuramente dura, per loro,
coniugare una certa rigidità di pensiero e l'alternativa di un possibilismo
di "governo"; l'alleanza esterna è obbligatoria per non urtare le anime,
moltissime, decisamente più moderate che non vedono di buon occhio r.c. ma
che elettoralmente accettano di buon grado l'aiuto esterno. A cavallo delle
fasi, alterne, di possibilismo e di non possibilismo devono riuscire a
spiegare i perchè della "lieve differenza" tra la politica precedente e
quella futura (alle penultime elettorali sostenevano ruggeri ed ebbero anche
una presidenza di circoscrizione, alle ultime erano contro ruggeri ma ora le
cose cambiano ancora). In questo caso ci viene spiegato che a livello
comunale è diverso rispetto a quello provinciale. Sono sicuro che i loro
elettori "capiranno".
Io no, come non lo capirei per nessuno, come non
capisco l'alleanza della margherita con i ds, come non capisco
"l'opportunità di governare" quale motivazione valida per ripudiare,
temporaneamente s'intende, valori ispiratori del movimento, quello che sia.
Un po' come è difficile accettare che le forze dell'ordine si alleino con i
delinquenti per combattere delinquenti più grossi.
Le segreterie che in questo caso contano sono
appunto quelle provinciali, o mi vogliono far credere che la segreteria
comunale sarebbe "autonoma" rispetto a quella comunale? E ad albissola, ad
esempio, cos'è successo? e a Spotorno? ma dai....
Non ha senso la "rifondazione comunista" (ammesa
mio malgrado l'ideologia) che si separa dai ds (e che poi si divide a sua
volta con i c.i. che si rialleano con i ds ma "esternamente") che si riallea
con i ds per un "patto di governo" ma con tutti i distinguo, per carità!
Resta il concetto, ben espresso da Berlusconi, che ds+c.i.+r.c.= PCI. I ds,
tutto sommato, sono riusciti a dividersi all'interno e uscire più o meno
compatti all'esterno, grazie ad accordi di altro tipo, sempre interni, con
il loro correntone, ormai non più tanto "one". Ma resta il totale: r.c. di
fatto, quindi più nella sostanza che nella forma, appoggerà anche la giunta
ruggeri. Valgono i distinguo personali, forse la sig.ra Turchi sarà
personalmente contraria, ma dovrà regolarmente "fare i conti" con la
segreteria o con una corrente interna contraria. Quanto sarebbe più semplice
la vita se le cose fossero più chiare. "Signori elettori, ci eravamo
presentati separati perchè alcuni nostri distinguo non erano stati
accettati; oggi i ds sono disponibili in cambio dell'appoggio elettorale, a
livello nazionale è stato discusso ed accettato, per cui oggi, ribadendo i
distinguo locali, passiamo dall'opposizione ad un sostegno esterno, perchè
ciò prevede che noi si riesca ad ottenere una piccola parte dei nostri
obiettivi. Il sig. ruggeri, che ci ha sempre snobbato, oggi è più
possibilista anche nel suo interesse, e anche se in passato gliene abbiamo
dette di tutti i colori oggi siamo disposti a riconoscergli un passo
indietro". Che ci vuole? Ma gli elettori di r.c. lo capirebbero? Credo di
sì, soprattutto per la storia del pipistrello.
Un dato. Il dott. Filippi, esimio professionista
geologo, che personalmente stimo come persona per la sua preparazione nonchè
per l'intelligenza anche politica, eletto in prima circoscrizione in quota a
rifondazione, quindi un "oppositore" è stato candidato ed eletto, sempre in
quota a rifondazione, nelle provinciali, in predicato anche per divenire
assessore. Secondo quanto riportato dal sig. Sferini, oggi il personaggio,
che ha sempre criticato le posizioni sia del comune sia della provincia,
sarà artefice della politica provinciale futura (ma non credo che prenderà
l'ambiente, ambito nel quale sono anni che si batte, per non perdere le
consulenze di studio). Insomma, da convinto denigratore diventerà convinto
sostenitore. Com'è possibile? Forse perchè, nel frattempo, non è più
"iscritto" a rifondazione?
E stranamente il suo sostituto in circoscrizione
non è più, ma guarda un po', iscritto a rifondazione neppure lui, svincolato
quindi dai dettami di opposizione di partito, potrebbe sponte sua anche
decidere di appoggiare in toto l'amministrazione. Un caso? l'unico?
A mio avviso la realtà dei fatti è quella
espressa prima. Evidentemente, visto che conoscono i loro elettori, forse la
formula adottata era l'unica digeribile per accettare il cambiamento di
rotta. Ma di questo si tratta. Accettabile, in Italia tutto è possibile, ci
mancherebbe. Ma che non vengano anche a raccontarci la "loro" verità e che
pretendano pure che noi la si accetti per oro colato. E il tempo che si
prendono nelle loro spiegazioni di distinguo alimenta i miei "sospetti".
Angelo LESSI