Il rinascimento dell'arte
Iniziata la schedatura di facciate, monumenti e piazze da salvare. Caccia allo sponsor privato
Progetto della Provincia per il recupero del patrimonio
dal SECOLOXIX
 
Il diciotto giugno potrebbe aver significato per la provincia di Savona l'inizio di una sorta di Rinascimento. La conferenza sul recupero del patrimonio artistico del territorio, che si è tenuta nella sala mostre del palazzo della Provincia (a cura dell'associazione culturale "Renzo Aiolfi") ha rappresentato infatti per il nostro territorio non solo la nascita formale di un progetto ma qualcosa di più. Il dado verso una rinascita delle bellezze artistiche provinciali è stato tratto.
«Vogliamo che il recupero del patrimonio non rimanga il solito libro dei sogni - dice l'architetto Elvio Magnone, dirigente provinciale che si occupa dell'iniziativa - È per questo che siamo già a buon punto con la raccolta e la catalogazione del materiale da preservare e ci stiamo muovendo anche verso altre direzioni. Attraverso l'attuazione di iniziative volte al reperimento di contributi, finanziamenti e sponsorizzazioni a favore dei comuni seguiremo infatti l'effettiva realizzazione degli interventi di recupero».
L'idea è semplice quanto geniale. La Provincia - in collaborazione con l'Università di Genova (dipartimento Polis) e con il patrocinio della Sovrintendenza ai Beni architettonici della Liguria - ha proposto ai Comuni del territorio di sottoscrivere un'apposita convenzione mirata al risanamento di un'emergenza storica o di un monumento. Una prima mappatura degli interventi da compiere (solo una decina di comuni non ha ancora aderito all'iniziativa) è stata compiuta e molti rilievi strumentali sono già partiti. Un gruppo di lavoro, presieduto dal professor Pinto dell'ateneo genovese, coadiuvato dal geometra Tamburini e dallo stesso Magnone, ha cominciato a catalogare (recuperando anche notizie storiche dell'opera in questione) e a comporre una strategia di intervento. Dopo una prima scrematura di facciate, monumenti, piazze e altri tesori "nascosti", molte bellezze alla fine sono state "catalogate", con importanti sviluppi anche dal punto di vista puramente espositivo: tutta la documentazione diventerà infatti una mostra itinerante e il fulcro di una presentazione a livello nazionale dell'iniziativa, nonché una guida turistica alquanto qualificata.
Già adesso il vantaggio appare notevole in prospettiva. Ridare vita alle bellezze artistiche, oltre ad avere in sé intenti lodevoli per la salvaguardia storica del Savonese, può avere interessanti sviluppi occupazionali.
«Il turismo culturale non può non essere una delle linee su cui far forza per aumentare la capacità attrattiva del nostro territorio - conclude Magnone - È anche per questo che studieremo, insieme con i Comuni, la destinazione d'uso da assegnare ai contenitori vuoti una volta recuperati. Sotto questo profilo la destinazione dovrà essere la più variegata possibile al fine di valorizzare al massimo le singole peculiarità».



Raffaele Di Noia
21/06/2005