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Il diciotto giugno potrebbe aver significato per la
provincia di Savona l'inizio di una sorta di Rinascimento.
La conferenza sul recupero del patrimonio artistico del
territorio, che si è tenuta nella sala mostre del palazzo
della Provincia (a cura dell'associazione culturale "Renzo
Aiolfi") ha rappresentato infatti per il nostro territorio
non solo la nascita formale di un progetto ma qualcosa di
più. Il dado verso una rinascita delle bellezze artistiche
provinciali è stato tratto.
«Vogliamo che il recupero del patrimonio non rimanga il
solito libro dei sogni - dice l'architetto Elvio Magnone,
dirigente provinciale che si occupa dell'iniziativa - È per
questo che siamo già a buon punto con la raccolta e la
catalogazione del materiale da preservare e ci stiamo
muovendo anche verso altre direzioni. Attraverso
l'attuazione di iniziative volte al reperimento di
contributi, finanziamenti e sponsorizzazioni a favore dei
comuni seguiremo infatti l'effettiva realizzazione degli
interventi di recupero».
L'idea è semplice quanto geniale. La Provincia - in
collaborazione con l'Università di Genova (dipartimento
Polis) e con il patrocinio della Sovrintendenza ai Beni
architettonici della Liguria - ha proposto ai Comuni del
territorio di sottoscrivere un'apposita convenzione mirata
al risanamento di un'emergenza storica o di un monumento.
Una prima mappatura degli interventi da compiere (solo una
decina di comuni non ha ancora aderito all'iniziativa) è
stata compiuta e molti rilievi strumentali sono già partiti.
Un gruppo di lavoro, presieduto dal professor Pinto
dell'ateneo genovese, coadiuvato dal geometra Tamburini e
dallo stesso Magnone, ha cominciato a catalogare
(recuperando anche notizie storiche dell'opera in questione)
e a comporre una strategia di intervento. Dopo una prima
scrematura di facciate, monumenti, piazze e altri tesori
"nascosti", molte bellezze alla fine sono state
"catalogate", con importanti sviluppi anche dal punto di
vista puramente espositivo: tutta la documentazione
diventerà infatti una mostra itinerante e il fulcro di una
presentazione a livello nazionale dell'iniziativa, nonché
una guida turistica alquanto qualificata.
Già adesso il vantaggio appare notevole in prospettiva.
Ridare vita alle bellezze artistiche, oltre ad avere in sé
intenti lodevoli per la salvaguardia storica del Savonese,
può avere interessanti sviluppi occupazionali.
«Il turismo culturale non può non essere una delle linee su
cui far forza per aumentare la capacità attrattiva del
nostro territorio - conclude Magnone - È anche per questo
che studieremo, insieme con i Comuni, la destinazione d'uso
da assegnare ai contenitori vuoti una volta recuperati.
Sotto questo profilo la destinazione dovrà essere la più
variegata possibile al fine di valorizzare al massimo le
singole peculiarità».
Raffaele Di Noia
21/06/2005
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