INTERVISTA A RUGGERI  E A ZUNINO dalla STAMPA

PER L’ASSESSORE ALL’URBANISTICA IL NODO DELLE ACCIAIERIE IN PRIMO PIANO

 Ruggeri parte da Cornigliano

Intervista di ermanno Branca

SAVONA
Insegnante, segretario di partito,presidente delle Coop, sindaco e adesso assessore regionale.
Per Carlo Ruggeri, 55 anni, originario di Varazze ma da anni residente nel centro storico di
Savona, una carriera politica in continua ascesa fino alla conquista dell’incarico più importante
nella giunta di Burlando. Formalmente decadrà dalla carica di sindaco martedì prossimo ma da
ieri lavora a tempo pieno per il governo regionale.
Che effetto fa passare per la città senza dover rendere  conto ai cittadini dei cantieri
fermi o delle carte di caramella per la strada?
«Per il momento non è cambiato nulla. Mi fermano ancora i savonesi e mi fermano già sindaci e
assessori degli altri Comuni che si prenotano per discutere insieme questioni urbanistiche».
Chi è stato il più tempestivo? «Il primo è stato Tabbò di Albenga ma anche alcuni amministratori
delle Cinque Terre mi hanno già interpellato».
Come intende rapportarsi con i Comuni?
«Essendo stato sindaco mi ricordo ancora quanto sia importante avere contatti diretti con la
Regione instaurando rapporti di collaborazione in un clima leale e costruttivo».
Ha avuto l’assessorato più importante. Era quello che aveva chiesto a Burlando
quando ha accettato di candidarsi?
«C’erano tre o quattro settori cruciali e sicuramente l’Urbanistica è uno di questi. E’ anche vero
che malgrado le vicissitudini che si verificano ogni volta che c’è da
formare una giunta, per quanto mi riguarda Burlando ha mantenuto la linea che aveva deciso».
Come giudica il suo rapporto con il presidente e quale sarà il metodo di lavoro?
«Burlando è una persona molto preparata. Sui temi fondamentali
ci sarà sempre un confronto collegiale ma il presidente ci ha lasciato anche parecchia autonomia».
Per quanto riguarda l’Urbanistica quali sono i primi appuntamenti in agenda?
«Abbiamo già stabilito un calendario di priorità. Certamente dovremo affrontare
il nodo di Cornigliano dove sta venendo avanti un’ipotesi interessante che concilia
lavoro, ambiente e recupero urbano. Poi avremo il tema dell’ex sede ferroviaria di Sanremo
con 24 chilometri da recuperare sul mare. In provincia di Savona
credo che il tema principale oggi sia l’ipotesi di trasferimento della Piaggio».
Come sarà il rapporto con i consiglieri d’opposizione?
«L’esordio è stato buono. Biasotti ha fatto un discorso serio e costruttivo.
Mi sembra che le premesse siano giuste.

L’ASSESSORE ALL’AMBIENTE SUBITO ALLE PRESE CON IL TEMA DELLE DISCARICHE
Zunino fra i parchi e l’incubo dei rifiuti

Franco Zunino era già dirigente del Comune di Celle, segretario di Rifondazione comunista, presidente
del Consiglio provinciale e adesso è diventato anche assessore regionale all’Ambiente. Per
l’ingegnere cinquantenne è il momento della gloria ma anche delle scelte.
Che cariche dovrà lasciare?
«Dal Comune di Celle sono già in aspettativa dallo scorso dicembre.
Dalla carica di presidente provinciale mi dimetterò presto ma non so ancora se lascerò il
Consiglio. Per quanto riguarda la segreteria di partito è tutto ancora da verificare. Dobbiamo
trovare gli assetti perchè sembra che non si riesca a fare una segreteria unitaria».
L’Ambiente era la delega che avevate chiesto a Burlando?
«Il partito aveva espresso due preferenze: Ambiente e questioni del lavoro. E dunque siamo
stati accontentati»
Come affronterà l’incarico per un settore così delicato?
«L’ambiente è un tema importante e molto sentito da tutti. Non è solo più la questione ideologica
degli ecologisti. Le stesse aziende sono sensibili su questi problemi e cercano di conseguire le
certificazioni. Poi per una Regione come la Liguria che vive soprattutto di turismo l’ambiente
diventa anche un business economico».
Nella sua delega sono compresi i rifiuti. Prosegue sulla linea del no agli inceneritori?
«La mia convinzione personale è che il tema dei rifiuti vada affrontato a monte, riciclando
tutto il possibile. Poi ovviamente affronteremo tutti i temi in giunta collegialmente. Non ho la
pretesa di imporre nulla»
Per quanto riguarda i parchi quale sarà la linea?
«Sui parchi esistenti mi pare si sia ormai trovata una forma di convivenza pacifica con agricoltori
e cacciatori. Il parco non deve essere inteso come divieto ma come valorizzazione di un
comprensorio anche sotto il profilo turistico. Sulle nuove istituzioni si sta lavorando sul parco
delle Alpi Marittime e su quello del Finalese».
Sulla costa esiste un’emergenza porti turistici?
«Un po’ di proliferazione c’è stata. Si tratta sempre di trovare un equilibrio fra le opportunità
turistiche e la salvaguardia dell’ambiente, magari limitando la cubatura delle opere a terra».
Cosa pensa delle nuove centrali elettriche?
«Mi pare che non sia più l’ultimissima ‘’moda’’. Non credo che  nessuno si illuda più di risolvere
i problemi occupazionali con le centrali a carbone». [e.b.]