Amiu, uno stratega al vertice
LA NOMINA Il nuovo amministratore delegato, cugino dell'ex presidente del Consiglio, sarà incaricato oggi dal sindaco
Pietro D'Alema da anni lavora alla pianificazione da consulente
Dal SECOLOXIX
 
Pietro Antonio D'Alema, 35 anni, sarà nominato questa mattina nuovo amministratore delegato di Amiu. Un incarico deciso dal sindaco Giuseppe Pericu, cui spettano per statuto tutte le nomine nel consiglio di amministrazione delle controllate del Comune.
D'Alema prende il posto di Carlo Garbini, 65 anni, che era da tre anni alla guida operativa della società. La scelta di puntare su D'Alema, che porta non solo un cognome "importante", ma vanta anche un rapporto di parentela seppure alla lontana con l'ex presidente del consiglio Massimo D'Alema (i nonni erano cugini), è maturata in questi anni. Da almeno tre anni, infatti, Pietro D'Alema, lavora come consulente per Amiu, società per la quale ha contribuito a redigere il "Piano strategico", il "Piano della logistica", il "Piano di riorganizzazione dei servizi".
Un momento di svolta quello che attende l'utility comunale, alla quale il Comune pare seriamente intenzionato ad affidare la gestione di altre attività, a partire dalla gestione degli impianti sportivi. Un progetto che non è stato ancora confermato da una decisione amministrativa, ma che presto dovrebbe essere motivo di discussione con i sindacati. Alcuni dipendenti comunali, infatti, potrebbero passare ad Amiu insieme alle attività.
Secondo fonti bene informate, la decisione dal sindaco di nominare D'Alema, tenuta segreta fino a ieri, è motivata proprio dalla scelta di puntare su manager giovani per le aziende che fanno riferimento al Comune.
Questa mattina l'assemblea dei soci (Amiu è controllata al 95 per cento dal Comune di Genova, al 5 per cento da Filse, la finanziaria della Regione Liguria) provvederà anche alla nomina del consiglio di amministrazione. Non sono escluse modifiche rispetto all'assetto attuale.
Secondo quanto trapelato, D'Alema avrebbe conosciuto il sindaco (convincendolo, evidentemente, delle sue capacità) illustrando i lavori eseguiti per Amiu come consulente. Ma chi è Pietro D'Alema? Trentacinque anni, nonostante ne dimostri molti di meno, una laurea in economia conseguita a Roma, ha iniziato la sua attività nel 1995 in Andersen Consulting, dove ha operato nel settore dell'Energia, poi nel campo delle Telecomunicazioni e dei Media.
Nel 2000, D'Alema è stato cooptato nella struttura europea di Accenture Venture Capital, dove ha avuto la possibilità di lavorare insieme alle principali banche d'affari come JPMorganChase e Morgan Stanley.
Tre anni fa, insieme a un gruppo di colleghi, ha fondato Earchimede Consulting, società di consulenza il cui ora è azionista di maggioranza Hopa di Emilio Gnutti. D'Alema, tra le altre cose, ha curato gli studi di fattibilità del termovalorizzatore di Torino e ha contribuito insieme a un pool di tecnici al progetto "Multiutility Lombarda".
Amiu, come noto, adesso deve affrontare diverse sfide, non solo in Italia ma anche all'estero dove Amiu ha stretto rapporti di collaborazione in Ungheria, in Libano e in Libia.

Claudio Caviglia
22/06/2005