Anziani, emergenza caldo
Lo scorso anno fu istituito un centralino telefonico. Interpellanza di Forza Italia in consiglio
Diciottomila a rischio: la giunta studia interventi
dal SECOLOXIX
 
Emergenza anziani in estate. Per i rischi alla salute provocati dal caldo eccessivo e per i disagi nelle ore centrali della giornata, per l'impossibilità, a seconda della temperatura e dell'umidità relativa, anche solo di fare la spesa. Problemi che potranno interessare le quasi 17 mila 500 persone con età superiore a 65 anni residenti in città, di cui oltre 10 mila risultano "single". La giunta comunale affronterà la questione martedì prossimo nel corso della riunione settimanale, ma di deciso non c'è ancora nulla.
E' un autentico esercito di nonni, quello messo alla prova dagli aumenti eccessivi della colonnina di mercurio con il ricordo vivissimo dell'estate 2003, la più afosa degli ultimi cent'anni. L'unico allarme per il momento è quello del consigliere Alfredo Remigio (FI). «Considerato che questa estate potrebbero registrarsi temperature elevate - ha scritto in una interpellanza urgente presentata al consiglio - sollecito la giunta affinchè venga attivato al più presto un servizio di assistenza dedicato ai nonni e alle nonne, più articolato dell'anno scorso».
Quella del 2004 fu una misura sperimentale, con un centralino che aveva il compito di chiamare una o due volte al giorno gli over 75 più a rischio e in particolare quelli soli. «Non si trattò di un vero e proprio rimedio - lamenta Remigio - ma solo di un tentativo di prevenire guai alle persone a causa del caldo che, per fortuna, l'anno scorso non fu eccezionale come nel 2003. Il centralino fu allestito in fretta e furia con modeste risorse finanziarie del Comune».
Quindi che possibilità ci sono quest'anno di migliorarlo? «Io mi auguro soltanto che per l'estate 2005 i finanziamenti non siano così limitati e pure che le risorse messe a disposizione della Regione siano più concrete per organizzare una vera assistenza affinchè le persone più anziane ricevano utili consigli, cure, e possano anche contare sulla garanzia di eventuali soccorsi. Il Comune deve varare un piano preventivo in grado di fronteggiare qualsiasi emergenza sanitaria e sociale».
L'eccezionale canicola dell'estate 2003 provocò una paurosa impennata nei decessi in città. Solo a Savona, nel mese di agosto di due anni orsono morirono 199 persone, 121 delle quali residenti, mentre nel 2002 furono 98 in totale di cui 57 residenti. Non si può certamente generalizzare sul collegamento diretto tra caldo torrido e morte degli anziani. Ma dal 1.o al 17 agosto, momento più critico della calura, allo Stato civile registrarono la dipartita di 45 uomini dai 68 anni in su e 80 donne da 71 anni in avanti. Meglio andò a luglio 2003 quando i decessi furono 122, ossia 19 in più rispetto all'anno precedente, 81 dei quali residenti a Savona.



Angelo Verrando
04/06/2005