Intervista a Franco Orsi, assessore al territorio e ambiente della Regione Liguria per speciale Spazio Aperto

 

 

Assessore Orsi, i tanti interventi in favore dell’ambiente realizzati in questi anni hanno cambiato faccia alla Liguria?

Se guardiamo la Liguria oggi e facciamo un paragone con la situazione di cinque anni fa, non c’è dubbio che ci siano stati molti miglioramenti, sia nella diffusione dei servizi ai cittadini, basta pensare ai nuovi depuratori, sia nel modo più consapevole e corretto con cui, anche in sede istituzionale, ci rapportiamo con l’ambiente.

 

Quali sono le più importanti innovazioni nel campo della gestione ambientale?

Salvaguardare l’ambiente non è più un ostacolo allo sviluppo ma un investimento per la crescita del benessere che presuppone interventi ben pianificati la cui realizzazione viene seguita passo dopo passo dalla Regione. Il risanamento delle ferite subite dal nostro territorio, ad esempio attraverso il sempre maggior numero di siti inquinati sottoposti a bonifica, si accompagna alle previsione di nuove infrastrutture per la vita e lo sviluppo del territorio, dalla mobilità alternativa ai porti turistici, dal rifacimento delle passeggiate e mare allo spostamento della ferrovia al di fuori dei centri abitati.

 

Tutti i problemi ambientali della Liguria sono stati quindi risolti?

In questa legislatura abbiamo avviato a soluzione le situazioni più gravi ed urgenti, come il Bisagno o l’ACNA di Cengio. Ma cosa ancora più importante abbiamo posto solide basi per il futuro della Liguria. Il Piano della Costa approvato nel 2000 ed il Piano Territoriale ormai pronto negli uffici regionali costituiscono due importantissime visioni d’insieme che disegnano lo sviluppo dei prossimi anni. Si tratta di progetti molto concreti che vogliamo portare al più presto a compimento.

 

Qual è il beneficio di una pianificazione così puntuale?

Gli interventi non vengono realizzati a caso ma sono in sinergia fra di loro, mirati alle reali necessità, e per questo portano maggiori benefici. Non abbiamo previsto e realizzato cattedrali nel deserto ma servizi ed infrastrutture necessari per creare a loro volta nuovo sviluppo. E’ un sistema a cui partecipano tutti, le comunità locali nella fase delle decisioni, il mondo delle attività produttive, anche private, nella realizzazione degli interventi più ambiziosi.

 

Le opere pubbliche possono ancora aiutare l’economia?

La spesa pubblica deve servire per avviare iniziative che possano a loro volta attrarre nuovi investimenti e generare reddito per il territorio. In questa legislatura la Regione ha seguito in maniera corretta ed innovativa questo principio, con in più la capacità di recuperare dall’Europa e dal Governo un ammontare di risorse quale mai si era conosciuto in passato.