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Di inquinamento ci si ammala e si muore. A Genova ogni anno
sono 105 le persone che perdono la vita a causa degli
effetti dello smog e 500 quelle che si ammalano. I killer
sono gli agenti inquinanti: monossido di carbonio, biossido
d'azoto ma soprattutto le microparticelle Pm10. Genova è
considerata una delle città più a rischio insieme a Roma,
Milano, Torino, Napoli e Bologna.
I dati sono stati resi noti ieri mattina nel corso di una
conferenza che si è tenuta all'Istituto tumori di Genova. La
ricerca, denominata "Misa-2", condotta in ambito
universitario con la collaborazione dell'Istituto tumori e
la Provincia di Genova, è stata coordinata da Annibale
Biggeri (Università di Firenze), Pierantonio Bellini
(Università di Padova) e Benedetto Terracini (Università di
Torino). Quindici le città monitorate per un periodo
compreso tra il 1996 e il 2002; le persone coinvolte
nell'indagine sono state oltre 9 milioni, mentre i ricoveri
ospedalieri e i decessi analizzati sono stati
rispettivamente 794.528 e 362.254. Il rapporto ha rivelato
che ogni anno poco meno di 4.000 persone che abitano in
queste città muoiono a causa di crisi respiratorie,
cardiovascolari e di tumori legati all'inquinamento. La
relazione tra inquinamento e mortalitàè maggiore per gli
anziani, in particolare tra i soggetti che hanno più di 85
anni, e per i neonati fino a 24 mesi.
La realtà di Genova si inserisce nel quadro italiano. «Quasi
alla perfezione - dicono i responsabili della ricerca - se
non fosse per qualche peculiarità delle città che si
affacciano sul Mediterraneo dove la percentuale delle
polveri fini è aumentata dal cloruro di sodio che si alza
con le mareggiate e dalla sabbia del deserto».
Mandanti dei killer, su questo non ci sono dubbi, sono il
traffico veicolare e l'inquinamento di origine industriale;
mentre il periodo di maggior pericolosità coincide con i
mesi estivi. "Misa-2" ha inoltre misurato gli effetti del
Pm10. A Genova (e Bologna, Milano e Torino) hanno superato
il limite medio annuale vigente di 40 microgrammi a metro
cubo e sono ben lontane dal nuovo limite di 20 microgrammi
che entrerà in vigore fra cinque anni. «Se si rispettasse
fin da oggi il limite dei 20 microgrammi si risparmierebbero
vite umane - spiega Biggeri - le polveri sottili
ucciderebbero 86 genovesi all'anno». Ed è per questo che i
ricercatori ribadiscono l'urgenza di limiti più restrittivi.
«Anche perché ora parliamo soprattutto di polveri fini, ma
sospettiamo - sostiene Federico Valerio dell'Ist - che i
veri assassini siano le polveri ultrafini, le Pm 2,5 sul cui
studio ci stiamo attrezzando ora». Altro elemeno di
discussione a Genova è il parco veicolare della città: «Le
marmitte catalitiche ci hanno aiutato ad abbattere la
presenza di ossido di agenti inquinanti, ma la presenza di
tanti motorini e delle vetture a gasolio - conclude - ci
pone davanti ad una nuova valutazione dell'inquinamento».
Alessandra Costante
18/01/2005
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