«Smog killer un giorno su tre» dal Secolo xix del 18 gennaio
AMBIENTE Ricerca di Università e Ist sul territorio nazionale: Genova è una delle città più a rischio
Nel mirino ci sono traffico e scarichi industriali
 
Di inquinamento ci si ammala e si muore. A Genova ogni anno sono 105 le persone che perdono la vita a causa degli effetti dello smog e 500 quelle che si ammalano. I killer sono gli agenti inquinanti: monossido di carbonio, biossido d'azoto ma soprattutto le microparticelle Pm10. Genova è considerata una delle città più a rischio insieme a Roma, Milano, Torino, Napoli e Bologna.
I dati sono stati resi noti ieri mattina nel corso di una conferenza che si è tenuta all'Istituto tumori di Genova. La ricerca, denominata "Misa-2", condotta in ambito universitario con la collaborazione dell'Istituto tumori e la Provincia di Genova, è stata coordinata da Annibale Biggeri (Università di Firenze), Pierantonio Bellini (Università di Padova) e Benedetto Terracini (Università di Torino). Quindici le città monitorate per un periodo compreso tra il 1996 e il 2002; le persone coinvolte nell'indagine sono state oltre 9 milioni, mentre i ricoveri ospedalieri e i decessi analizzati sono stati rispettivamente 794.528 e 362.254. Il rapporto ha rivelato che ogni anno poco meno di 4.000 persone che abitano in queste città muoiono a causa di crisi respiratorie, cardiovascolari e di tumori legati all'inquinamento. La relazione tra inquinamento e mortalitàè maggiore per gli anziani, in particolare tra i soggetti che hanno più di 85 anni, e per i neonati fino a 24 mesi.
La realtà di Genova si inserisce nel quadro italiano. «Quasi alla perfezione - dicono i responsabili della ricerca - se non fosse per qualche peculiarità delle città che si affacciano sul Mediterraneo dove la percentuale delle polveri fini è aumentata dal cloruro di sodio che si alza con le mareggiate e dalla sabbia del deserto».
Mandanti dei killer, su questo non ci sono dubbi, sono il traffico veicolare e l'inquinamento di origine industriale; mentre il periodo di maggior pericolosità coincide con i mesi estivi. "Misa-2" ha inoltre misurato gli effetti del Pm10. A Genova (e Bologna, Milano e Torino) hanno superato il limite medio annuale vigente di 40 microgrammi a metro cubo e sono ben lontane dal nuovo limite di 20 microgrammi che entrerà in vigore fra cinque anni. «Se si rispettasse fin da oggi il limite dei 20 microgrammi si risparmierebbero vite umane - spiega Biggeri - le polveri sottili ucciderebbero 86 genovesi all'anno». Ed è per questo che i ricercatori ribadiscono l'urgenza di limiti più restrittivi. «Anche perché ora parliamo soprattutto di polveri fini, ma sospettiamo - sostiene Federico Valerio dell'Ist - che i veri assassini siano le polveri ultrafini, le Pm 2,5 sul cui studio ci stiamo attrezzando ora». Altro elemeno di discussione a Genova è il parco veicolare della città: «Le marmitte catalitiche ci hanno aiutato ad abbattere la presenza di ossido di agenti inquinanti, ma la presenza di tanti motorini e delle vetture a gasolio - conclude - ci pone davanti ad una nuova valutazione dell'inquinamento».



Alessandra Costante
18/01/2005