Dal secoloxix del 9 febbraio
La realizzazione di un impianto per lo smaltimento a Scarpino è diventato, a due mesi dalle elezioni, tabù
Inceneritore, il rifiuto è di parlare
Pericu: «Non ho nulla da dire». Repetto: «Riferirò al consiglio»
La decisione doveva essere presa entro la fine dell’anno, poi entro la fine di gennaio, adesso non se ne parla più. Sarà perché all’orizzonte ci sono le elezioni regionali? È molto probabile,
visto che è impossibile ottenere una risposta concreta dagli amministratori locali.
A fine anno l’assemblea dei sindaci, dopo mesi di tentennamenti, ha deciso che i rifiuti prodotti
dai genovesi dovranno essere bruciati in un termovalorizzatore.
Ma la stessa assemblea continua a non avere il coraggio di dire dove.
I rumors confermano che si farà a Scarpino. Voci che trovano conferma nei fatti: è noto a tutti
che il Comune di Genova sia deciso ad affidare ad Amiu la gestione dell’impianto così come è
noto a tutti che Amiu non solo è proprietaria della fetta di terreno (che si trova a qualche centinaio di metri dalla discarica) “più accreditata” ad accogliere l’inceneritore, ma che ha anche
rilevato una quota della società che è proprietaria del terreno confinante, nel Comune di Ceranesi.
Ma i politici tentennano e preferiscono rimandare la decisione.
Provare per credere. Nei giorni scorsi abbiamo provato a fare un rapido giro di orizzonte.
Cercando di ottenere una risposta “vera” dal sindaco, dal presidente della Provincia e anche
dal presidente della Regione, perché è la Regione l’ente che per legge deve commissariare
Ato e Provincia nel caso in cui nessuno dei due organismi riuscisse a decidere.
Il sindaco, attraverso uno dei suoi portavoce, ha detto di non avere nulla da dire. Eppure è
noto a tutti che la sua scelta è determinante. Il regolamento dell’Ato prevede che la decisione
debba essere presa da una maggioranza qualificata: devono essere d’accordo la maggioranza
dei sindaci ma la stessa maggioranza deve anche esprime la maggioranza dei cittadini.
Insomma, senza il sì di Pericu, non si va da nessuna parte. Ma di un dibattito a Tursi, non se
ne parla.
Anche il presidente della Provincia non dà risposte. L’altro giorno, per la verità, ha detto
che questo pomeriggio parlerà di rifiuti in consiglio provinciale per rispondere a un’interrogazione di due consiglieri di opposizione.
Vedremo se dirà qualcosa di concreto sulla localizzazione dell’impianto.
Recentemente Sandro Biasotti, presidente della Regione in corsa per essere riconfermato,
ha ricordato che tocca ai sindaci e alla Provincia prendere una decisione e non a lui. Ma ha ricordato:«Devono dire una volta per tutte che si farà a Scarpino, visto che lo sanno tutti e che me lo hanno anche scritto in una
lettera». Impossibile sperare di averne una copia.
E Burlando? Che cosa dice? Nel protocollo di intesa non se ne parla direttamente, ma si sottolinea la necessità di puntare a una raccolta differenziata spinta, con l’obiettivo di ridurre i rifiuti.
Claudio Caviglia