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Dopo le polemiche dei mesi scorsi, la giunta ha deciso nella
seduta di ieri di esentare gli istituti religiosi dal
pagamento dell'aliquota Ici applicata ai locali in cui si
svolgono le attività scolastiche, compresi gli asili e il
nido, e quelle istituzionali. Restano escluse le proprietà
che hanno invece una destinazione di tipo "commerciale".
L'annuncio è venuto dallo stesso sindaco, Giuseppe Pericu,
al termine della seduta. Sulla controversa vicenda,
l'amministrazione comunale aveva sollecitato
un'interpretazione della norma da parte del ministero
dell'Economia, che però non ha sciolto i dubbi, anzi poteva
essere interpretata nel senso dell'imponibilità delle
proprietà degli enti religiosi. «Alla fine - dice il sindaco
- abbiamo deciso noi di esentarli, modificando il
regolamento comunale».
Positivo, ma ancora improntato alla cautela, il commento di
padre Franco Moscone, presidente ligure della Fidae, la
Federazione istituti attività educative: «Siamo contenti
della decisione assunta dalla giunta, che già mi era stata
promessa dal sindaco. Riteniamo che la nostra alzata di
scudi abbia ottenuto il risultato che ci aspettavamo, anche
se il percorso amministrativo non è ancora chiuso: dopo la
delibera di giunta, infatti anche il consiglio comunale
dovrà dire sì. In attesa dell'ultimo passaggio, non posso
che ritenere positivo l'atto assunto dalla giunta».
Intanto, sempre in tema di scuole private, la giunta ha
approvato anche uno schema di convenzione per l'erogazione
di contributi alle materne, tenuto conto della carenza
dell'offerta pubblica. I criteri per l'erogazione dei
contributi erano già stati deliberati nel 2000, così come il
primo schema di convenzione. Nel settembre di quell'anno
erano state approvate undici convenzioni di durata biennale:
con la nuova delibera, il Comune ha stabilito di stipulare
un numero massimo di quindici convenzioni, sulla base di una
serie di parametri di valutazione che tengono conto del
numero di dipendenti, delle sezioni, delle gratuità
previste, dei servizi estivi, della presenza di bimbi
stranieri.
A. Pl.
18/02/2005
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