Cari amministratori siete fuori legge
PERCHE' DAL PRIMO GENNAIO SONO IN VIGORE I NUOVI LIMITI DELLE EMISSIONI PIU'
PERICOLOSE PER LA SALUTE (VEDI DOCUMENTI DEL M.O.D.A.) E VOI CONTINUATE AD
OCCULTARE I DATI PIU'
INQUIETANTI DI CUI SIETE IN POSSESSO!!
E SE NE SIETE PRIVI,E' ANCORA PEGGIO,NON ESSENDOVI PREOCCUPATI DI RISPETTARE LE
NORME,IN UNA ZONA,COME LA NOSTRA,DOVE LE FONTI DI INQUINAMENTO SONO NOTORIAMENTE
PESANTISSIME.
LEGGETEVI NEL FRATTEMPO QUESTO ARTICOLO,PROVENIENTE DA PARTI POLITICHE NON
SOSPETTE.
IL GIRONDINO
Dal sito www.lanuovaecologia.it
| SALUTE|Presentata a Genova la ricerca universitaria Misa-2 | ||
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| Smog, ogni anno 4.000 morti nelle città | ||
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| D'inquinamento
si muore. Ogni anno circa 4.000 persone in Italia perdono la vita a
causa dell'alta concentrazione nell'aria di agenti inquinanti quali il
monossido di carbonio, il biossido d'azoto e le microparticelle Pm10. Le
città più a rischio sono Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna e Genova.
È nelle grandi città dunque che si conferma con più urgenza la necessità
di applicare i nuovi limiti previsti dall'Unione Europea: l'adozione in
tempi brevi di parametri più restrittivi, infatti, consentirebbe di
ridurre di oltre l'80% le morti per inquinamento. I dati sono stati resi
noti ieri nel corso di una conferenza che si è tenuta all'Istituto
Tumori di Genova. La ricerca Misa-2, condotta in ambito universitario e anticipata dal settimanale l’Espresso, è stata coordinata da Annibale Biggeri (Università di Firenze), Pierantonio Bellini (Università di Padova) e Benedetto Terracini (Università di Torino). Quindici le città monitorate tra il 1996 e il 2002, le persone coivolte nell'indagine sono state oltre 9 milioni, mentre i ricoveri ospedalieri e i decessi analizzati sono stati rispettivamente 794.528 e 362.254. Il rapporto ha rivelato che ogni anno poco meno di 4.000 persone che abitano in queste città muoiono per crisi respiratorie, cardiovascolari e tumori legati all'inquinamento. La relazione tra inquinamento e mortalità è maggiore per gli anziani, in particolare tra i soggetti che hanno più di 85 anni, e per i neonati fino a 24 mesi. L'impatto complessivo dell'inquinamento da monossido di carbonio e biossido d'azoto sulla mortalità per cause naturali è risultato dunque tra l'1,4% e il 4%, mentre per quanto riguarda le neoplasie si calcola che il 5% delle patologie tumorali che interessano i polmoni ha come causa proprio la cattiva qualità dell'aria. I principali indiziati sono il traffico veicolare e l'inquinamento di origine industriale, mentre per tutti gli agenti inquinanti il periodo di maggior pericolosità coincide con i mesi estivi. Lo studio Misa-2 ha inoltre misurato gli effetti del Pm10, osservando che tra le 15 città esaminate 4 (Bologna, Genova, Milano e Torino) hanno superato il limite medio annuale vigente di 40 microgrammi a metro cubo e sono lontane dal nuovo limite di 20 microgrammi che entrerà in vigore fra 5 anni. A questo proposito viene ribadita l'urgenza dell'adozione di limiti più restrittivi: secondo i calcoli degli studiosi l'applicazione dei nuovi limiti fissati dalla Ue consentirebbe di evitare circa 900 decessi causati dal Pm10 e di circa 1.400 morti provocate dal biossido d'azoto. 18 gennaio 2005 |
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