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F errania, Rolam, Magrini: il declino industriale della
Valbormida sembra inarrestabile. Quali sono, a suo avviso,
le cause?
«La crisi è in parte dovuta a processi di delocalizzazione
industriale che Genova, ad esempio, ha vissuto sulla sua
pelle una ventina d'anni fa. Tuttavia, il problema vero è
che in questi ultimi anni il nostro Paese non ha saputo
frenare la perdita di competitività. Mentre gli altri
investivano in ricerca, sviluppo, innovazione, il Governo
perdeva tempo prezioso trascinando il Paese in uno scontro
dal sapore ideologico sull'articolo 18. Pensava,
evidentemente, di poter competere al ribasso, sul costo del
lavoro».
Non crede che nel caso specifico di Ferrania anche il
management abbia le sue responsabilità.
«Sicuramente sono stati commessi errori».
I sindacati temono che il lavoro dei commissari si
concluda con uno "spezzatino" dell'azienda. E' questo il
rischio cui va incontro Ferrania?
«Mi auguro non sia quella la direzione di marcia. Abbiamo
tre commissari capaci e seri, che ho visto lavorare molto
bene in circostanze altrettanto delicate. Esistono i
presupposti per uscire abbastanza bene da questa situazione.
In Italia sono sempre meno le grandi imprese industriali,
quindi preservare l'unità produttiva di Ferrania non è un
vezzo dei sindacati ma un'esigenza generale».
Il centrosinistra ha una ricetta per frenare la crisi e
creare i presupposti per una inversione di tendenza?
«Dobbiamo spostare quote di Pil verso innovazione, qualità e
ricerca. Operazioni di qualità come quella di Costa Crociere
a Savona devono essere un esempio per la Liguria».
Qual è il progetto di sviluppo che lei immagina per
l'area savonese?
«Accantoniamo l'idea di una monocultura. Partiamo dai punti
di forza che devono essere portualità e logistica. Poi
puntiamo su grande industria, piccola e media impresa,
turismo. Savona, e parlo della città, dal punto di vista
turistico, si sta caratterizzando molto bene. Ha saputo fare
ancora meglio di Genova. Perché mentre il capoluogo ligure
ha beneficiato di notevoli finanziamenti statali, Savona si
è data un nuovo profilo con le proprie forze e risorse
private».
Gli imprenditori portuali savonesi sentono il fiato sul
collo di Genova. Temono, in particolare, il progetto di
un'unica Autorità portuale. Qual è il suo punto di vista?
«Sono contrario. Sostengo invece l'idea dei porti delle
città, dei porti comunali, con un unico piano regolatore che
compenetri le esigenze delle banchine con quelle
urbanistiche. Detto questo, si può pensare ad una
razionalizzazione dei traffici tra Savona e Genova al fine
di non creare dannose duplicazioni».
Canavese deve essere il futuro presidente dell'Autorità
Portuale di Savona?
«Penso di sì. Per un motivo molto semplice: è la persona
reputata più adatta da imprenditori e enti locali».
Eppure, dopo il riallineamento di Canavese alle
posizioni di Biasotti, non tutti nel centrosinistra sembrano
convinti come qualche mese fa.
«Non mi preoccupano le simpatie politiche del segretario
generale. L'unica domanda seria da porsi è se Canavese sia
funzionale al disegno di sviluppo del porto. Il resto sono
solo manfrine lunghe, intollerabili, ridicole. Ma credo che
la soluzione sia finalmente vicina».
Possono coesistere due poli crocieristici a poche decine
di chilometri di distanza uno dall'altro?
«Credo di sì. Il mercato delle crociere è in continua
crescita. Due scali, seppure vicini, torneranno molto
utili».
Per la verità abbiamo appena assistito al tonfo della
Festival: un'altra brutta tegola per Genova».
«Indubbiamente. Ma nell'arco di qualche anno Genova
saprà riprendersi il ruolo che le compete».
Savona aspetta quell'Aurelia bis che la giunta-Mori
affermò essere in dirittura d'arrivo già nel 1998. Poi cosa
è accaduto?
«Che questo Governo si è dimenticato delle opere della Legge
obiettivo. Non ne ha finanziata alcuna in Liguria. E l'Aurelia
bis è la prima dell'elenco».
Il centodestra sostiene che il metrobus Vado-Savona si
rivelerà un "bagno di sangue" per le casse comunali. Cosa ne
pensa?
«Credo abbiano fatto bene i conti. E comunque è giusto
muoversi nella direzione del metrobus: prima la tratta di
ponente, poi l'Aurelia bis e, in ultimo, la tratta di
levante. In questo modo Savona dovrebbe dare una risposta
importante ai problemi di mobilità».
C'è lo spazio per nuove centrali termoelettriche in
Liguria e, in particolare, in Valbormida?
«Non è pensabile che l'Italia continui ad importare il 17
per cento dell'energia di cui ha bisogno. E la Liguria deve
contribuire allo sforzo del Paese per ridurre la dipendenza
dall'estero. Quindi, si faccia il miglior piano possibile
per la tutela dell'ambiente, dopodiché si autorizzi la
realizzazione di nuove centrali».
Il programma del centrosinistra prevede regole più rigide
per la caccia, così come richiesto dai Verdi. Lei è
d'accordo?
«Sono figlio di un camallo e di una contadina. Ho sempre
visto la caccia come parte delle nostre tradizioni. Non mi
sento di sposare le prese di posizione quasi ideologiche
contro l'attività venatoria. La caccia è parte della nostra
cultura».
Inceneritore o no per lo smaltimento dei rifiuti savonesi?
«Prima di tutto è necessario incentivare la raccolta
differenziata. Poi mi pare che l'orientamento prevalente sia
verso l'utilizzo di inceneritori».
Quante probabilità di successo attribuisce a Bertolotto?
«Bertolotto la spunterà abbastanza agevolmente. Lo dicono
tutte le indagini. Ora dobbiamo dare il colpo di reni per
vincere al primo turno, risparmiando tempo e denaro.
Fiutiamo un'aria talmente favorevole da fare un pensierino
persino su Sanremo».
A Carcare, Cairo e Vado, tradizionali feudi della
sinistra, i Ds si presentano per la prima volte in liste
contrapposte. Il partito sembra non riuscire più a
controllare i propri iscritti.
«In effetti abbiamo accusato qualche difficoltà a livello
locale. Il problema è che con l'elezione diretta dei sindaci
sono cambiati i rapporti di forza tra loro (che spesso
godono di un ampio consenso personale) e i partiti. Ma la
convivenza va ritrovata con tutte le forze. La coesiene dev'essere
il valore aggiunto del centrosinistra».
E' vero che se vincerà le prossime elezioni regionali
chiederà al sindaco Ruggeri di seguirlo in giunta?
«Il candidato del centrosinistra alla presidenza della
Regione deve essere ancora scelto. Quindi, non sono in grado
di risponderle. Ma se vuole conoscere la mia opinione su
Ruggeri le dirò che è uno dei migliori sindaci del Paese e
che le sue capacità andranno messe a frutto».
Bruno Lugaro
27/05/2004
Genova guarda con interesse alla sfida per la presidenza
della Provincia di Savona. Il motivo è semplice: l'esito del
voto potrebbe avere conseguenze importanti sulle prossime
elezioni regionali. Uno dei probabili protagonisti della
corsa alla carica di governatore della Liguria è Claudio
Burlando, parlamentare diessino, 50 anni, ex ministro dei
Trasporti nel governo Prodi, membro della Commissione
bilancio, tesoro e programmazione della Camera. Il Secolo
XIX lo ha intervistato sui temi che stanno scaldando la
campagna elettorale savonese.
27/05/2004
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