Dal SECOLO XIX 27 maggio 2004
«Possiamo vincere al primo turno»
L'INTERVISTA Il parlamentare diessino attende le Provinciali con ottimismo, ma ammette: «Il partito a livello locale ha avuto difficoltà»
E sul porto Burlando sbotta: «Basta manfrine, è l'ora di Canavese»
 
F errania, Rolam, Magrini: il declino industriale della Valbormida sembra inarrestabile. Quali sono, a suo avviso, le cause?
«La crisi è in parte dovuta a processi di delocalizzazione industriale che Genova, ad esempio, ha vissuto sulla sua pelle una ventina d'anni fa. Tuttavia, il problema vero è che in questi ultimi anni il nostro Paese non ha saputo frenare la perdita di competitività. Mentre gli altri investivano in ricerca, sviluppo, innovazione, il Governo perdeva tempo prezioso trascinando il Paese in uno scontro dal sapore ideologico sull'articolo 18. Pensava, evidentemente, di poter competere al ribasso, sul costo del lavoro».
Non crede che nel caso specifico di Ferrania anche il management abbia le sue responsabilità.
«Sicuramente sono stati commessi errori».
I sindacati temono che il lavoro dei commissari si concluda con uno "spezzatino" dell'azienda. E' questo il rischio cui va incontro Ferrania?
«Mi auguro non sia quella la direzione di marcia. Abbiamo tre commissari capaci e seri, che ho visto lavorare molto bene in circostanze altrettanto delicate. Esistono i presupposti per uscire abbastanza bene da questa situazione. In Italia sono sempre meno le grandi imprese industriali, quindi preservare l'unità produttiva di Ferrania non è un vezzo dei sindacati ma un'esigenza generale».
Il centrosinistra ha una ricetta per frenare la crisi e creare i presupposti per una inversione di tendenza?
«Dobbiamo spostare quote di Pil verso innovazione, qualità e ricerca. Operazioni di qualità come quella di Costa Crociere a Savona devono essere un esempio per la Liguria».
Qual è il progetto di sviluppo che lei immagina per l'area savonese?
«Accantoniamo l'idea di una monocultura. Partiamo dai punti di forza che devono essere portualità e logistica. Poi puntiamo su grande industria, piccola e media impresa, turismo. Savona, e parlo della città, dal punto di vista turistico, si sta caratterizzando molto bene. Ha saputo fare ancora meglio di Genova. Perché mentre il capoluogo ligure ha beneficiato di notevoli finanziamenti statali, Savona si è data un nuovo profilo con le proprie forze e risorse private».
Gli imprenditori portuali savonesi sentono il fiato sul collo di Genova. Temono, in particolare, il progetto di un'unica Autorità portuale. Qual è il suo punto di vista?
«Sono contrario. Sostengo invece l'idea dei porti delle città, dei porti comunali, con un unico piano regolatore che compenetri le esigenze delle banchine con quelle urbanistiche. Detto questo, si può pensare ad una razionalizzazione dei traffici tra Savona e Genova al fine di non creare dannose duplicazioni».
Canavese deve essere il futuro presidente dell'Autorità Portuale di Savona?
«Penso di sì. Per un motivo molto semplice: è la persona reputata più adatta da imprenditori e enti locali».
Eppure, dopo il riallineamento di Canavese alle posizioni di Biasotti, non tutti nel centrosinistra sembrano convinti come qualche mese fa.
«Non mi preoccupano le simpatie politiche del segretario generale. L'unica domanda seria da porsi è se Canavese sia funzionale al disegno di sviluppo del porto. Il resto sono solo manfrine lunghe, intollerabili, ridicole. Ma credo che la soluzione sia finalmente vicina».
Possono coesistere due poli crocieristici a poche decine di chilometri di distanza uno dall'altro?
«Credo di sì. Il mercato delle crociere è in continua crescita. Due scali, seppure vicini, torneranno molto utili».
Per la verità abbiamo appena assistito al tonfo della Festival: un'altra brutta tegola per Genova».
«Indubbiamente. Ma nell'arco di qualche anno Genova saprà riprendersi il ruolo che le compete».
Savona aspetta quell'Aurelia bis che la giunta-Mori affermò essere in dirittura d'arrivo già nel 1998. Poi cosa è accaduto?
«Che questo Governo si è dimenticato delle opere della Legge obiettivo. Non ne ha finanziata alcuna in Liguria. E l'Aurelia bis è la prima dell'elenco».
Il centodestra sostiene che il metrobus Vado-Savona si rivelerà un "bagno di sangue" per le casse comunali. Cosa ne pensa?
«Credo abbiano fatto bene i conti. E comunque è giusto muoversi nella direzione del metrobus: prima la tratta di ponente, poi l'Aurelia bis e, in ultimo, la tratta di levante. In questo modo Savona dovrebbe dare una risposta importante ai problemi di mobilità».
C'è lo spazio per nuove centrali termoelettriche in Liguria e, in particolare, in Valbormida?
«Non è pensabile che l'Italia continui ad importare il 17 per cento dell'energia di cui ha bisogno. E la Liguria deve contribuire allo sforzo del Paese per ridurre la dipendenza dall'estero. Quindi, si faccia il miglior piano possibile per la tutela dell'ambiente, dopodiché si autorizzi la realizzazione di nuove centrali».
Il programma del centrosinistra prevede regole più rigide per la caccia, così come richiesto dai Verdi. Lei è d'accordo?
«
Sono figlio di un camallo e di una contadina. Ho sempre visto la caccia come parte delle nostre tradizioni. Non mi sento di sposare le prese di posizione quasi ideologiche contro l'attività venatoria. La caccia è parte della nostra cultura».
Inceneritore o no per lo smaltimento dei rifiuti savonesi?
«Prima di tutto è necessario incentivare la raccolta differenziata. Poi mi pare che l'orientamento prevalente sia verso l'utilizzo di inceneritori».
Quante probabilità di successo attribuisce a Bertolotto?
«Bertolotto la spunterà abbastanza agevolmente. Lo dicono tutte le indagini. Ora dobbiamo dare il colpo di reni per vincere al primo turno, risparmiando tempo e denaro. Fiutiamo un'aria talmente favorevole da fare un pensierino persino su Sanremo».
A Carcare, Cairo e Vado, tradizionali feudi della sinistra, i Ds si presentano per la prima volte in liste contrapposte. Il partito sembra non riuscire più a controllare i propri iscritti.
«In effetti abbiamo accusato qualche difficoltà a livello locale. Il problema è che con l'elezione diretta dei sindaci sono cambiati i rapporti di forza tra loro (che spesso godono di un ampio consenso personale) e i partiti. Ma la convivenza va ritrovata con tutte le forze. La coesiene dev'essere il valore aggiunto del centrosinistra».
E' vero che se vincerà le prossime elezioni regionali chiederà al sindaco Ruggeri di seguirlo in giunta?
«
Il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione deve essere ancora scelto. Quindi, non sono in grado di risponderle. Ma se vuole conoscere la mia opinione su Ruggeri le dirò che è uno dei migliori sindaci del Paese e che le sue capacità andranno messe a frutto».



Bruno Lugaro
27/05/2004
Genova guarda con interesse alla sfida per la presidenza della Provincia di Savona. Il motivo è semplice: l'esito del voto potrebbe avere conseguenze importanti sulle prossime elezioni regionali. Uno dei probabili protagonisti della corsa alla carica di governatore della Liguria è Claudio Burlando, parlamentare diessino, 50 anni, ex ministro dei Trasporti nel governo Prodi, membro della Commissione bilancio, tesoro e programmazione della Camera. Il Secolo XIX lo ha intervistato sui temi che stanno scaldando la campagna elettorale savonese.



27/05/2004