DAL DIGITALE ALLA CENTRALE?

C'E' DI TUTTO, TRANNE IL DIGITALE, NELL'ELENCO DELLE SOCIETA' CHE ASPIREREBBERO AD ACQUISTARE FERRANIA SPA.
TROVIAMO MOLTA LOGISTICA, ACCIAIO, CARBONE, E POI LA MISTERIOSA ADT PARTNERS CHE DOVEVA ESSERE LA SOLUZIONE ,TEMPO FA.
MANCA QUINDI IL DIGITALE, IL FOTOSENSIBILE, CIOE' IL CORE BUSINESS CHE RAPPRESENTA LO SPECIFICO DELLA FABBRICA.SONO SPARITI GLI INDIANI.
DUBBIO AMLETICO,CHE SPERIAMO SMENTITO DAI FATTI: E' RIMASTA SOLO LA CENTRALE????

Corsa a Ferrania i "genovesi" in pole position
Il problema è l'occupazione
dal SECOLO XIX del 31 gennaio
 
La speranza dei commissari è che a San Valentino almeno uno dei sei pretendenti rimasti in corsa per aggiudicarsi Ferrania si decida a presentare un'offerta, possibilmente congrua. Un'ipotesi minimale, tenuto conto che ancora ieri gli uffici dell'azienda valbormidese erano sotto pressione per rispondere a tutte le richieste di chiarimenti tecnici e finanziari che giungono dai possibili acquirenti. Segno che l'interesse è concreto e che i commissari, con ogni probabilità, si troveranno dopo il 14 febbraio a dover confrontare almeno due offerte.
Sensazione avvalorata anche dalla caratura di alcune di queste "cordate". La più titolata, nell'immaginario comune ligure, è sicuramente l'alleanza che unisce il gruppo Malacalza, la "Ignazio Messina" e, pare, l'ex amministratore delegato di Italsider nonché presidente di Omnia, Giovanni Gambardella, con il mandato a realizzare il futuro piano industriale di Ferrania. Vittorio Malacalza, fresco di laurea honoris causa in ingegneria, è oggi leader di un gruppo multinazionale molto diversificato (dalla siderurgia alla ricerca, dall'impiantistica all'alimentare) e dopo aver acquisito, rilanciandola, Ansaldo Superconduttori, ha tentato invano di assumere il controllo di Ansaldo Energia. Il gruppo Messina è tra i primi in Italia in campo armatoriale e terminalistico. Recentemente è stato socio di Antonio Barone in Terminal Rinfuse Italia, uscendone lo scorso anno con una buona "dote". Si tratta quindi di imprenditori ai quali non fanno difetto le risorse necessarie per rilanciare un'azienda come Ferrania. Indiscrezioni lasciano anche intendere che tra i loro obiettivi (almeno immediati) non rientrerebbe la richiesta di poter costruire una centrale a gas sulle aree industriali. Gambardella, da parte sua, ha partecipato all'iniziativa di Italiana Coke per la realizzazione di una minicentrale nello stabilimento di Cairo ed è partner della francese impresa Spada nel progetto del porticciolo turistico di Savona-Albissola.
Altri pretendenti di estrazione industriale sono la cordata Grosso-Zunino, con specializzazione attuale nel settore ecologico, e la società Servizi Avanzati, costituita tra un gruppo di imprenditori laziali e campani. Questi ultimi avrebbero già delle competenze nel campo della diagnostica digitale. L'incognita, che riguarda un po' tutte queste iniziative, riguarda il lato occupazionale: nessuno sembra allontanarsi dallo zoccolo minimo fissato intorno alle 450 unità lavorative (circa 300 in meno rispetto agli attuali livelli).
Quel numero - respinto dai sindacati - era stato scritto per la prima volta nel piano di risanamento presentato dal fondo (di diritto inglese) Adt Partners che appare come la vera alternativa ad un'eventuale "soluzione genovese". Adt Italia non è solo un fondo per capitali di ventura, ma riunisce anche gli interessi di alcuni imprenditori nazionali, rimasti nell'ombra. L'offerta che potrebbe giungere su questo fronte non si dovrebbe scostare, sotto il profilo industriale, da quanto contenuto in qual piano. Con la inevitabile considerazione che se quel piano era stato bocciato dalle banche creditrici, provocando la dichiarazione dello stato di insolvenza e il commissariamento, non si capisce perché i commissari (e i sindacati) dovrebbero ora approvarlo. Peròè passato del tempo, non è che gli affari vadano meglio e, in fondo, potrebbero essere messe in modo, oltre alle risorse dello Stato, allora inesistenti, anche il plus valore in teoria ottenibile con il progetto di centrale elettrica. La partita appare quindi aperta. Lunedì a Cairo, con Biasotti, i sindacati cercheranno di posizionare i loro "paletti".



Sergio Del Santo
31/01/2005