Amico mio, come al solito (sic) hai ragione......LEGGI
L'ARTICOLO DI CERULLI...
Difficile concepire come per una elezione provinciale, dopo la quale gli
eletti hanno valenza risibile, si possa spendere tanto e quanto.
Sono piacevolemente sorpreso dalla sintonia
intercorsa, poichè anch'io mi sono fatto la stessa domanda, ed anch'io ho
provato a rispondere; le mie conclusioni sono soggettive, ma chi mi conosce
sa bene che è l'oggettività che perseguo, in quanto molto più difficilmente
smentibile.
1. La carica di consigliere provinciale, anche
d'opposizione, è considerata all'interno dei partiti, in senso di prestigio
e di valenza politica, superiore a quella di consigliere di circoscrizione o
comunale, presupponendo, forse, una conoscenza di argomenti soprattutto
politici superiore, una conoscenza di realtà più ampie, cose così... Poichè
viviamo in un epoca dove a livello locale, anche se non solo, a causa dello
smembramento di realtà di partito e deligittimazione, giusta o ingiusta, dei
personaggi ad essa appartenenti, il panorama di candidati ed eletti,
segretari e coordinatori, è composto per la maggior parte da mezze figure
che in passato avrebbero tutt'al più ricoperto ruoli di portinaio o autista,
con visioni politiche orientate principalmente verso i personalismi fini a
sè stessi, è chiaro che per questi figuri, che reputo mediocri,
l'esaltazione al prestigio personale nei confronti della "massa" costituisce
moneta di pagamento. Come ebbi ad esprimermi in altri commenti, l'obiettivo
di queste mezze tacche è l'elezione, visto quindi come punto d'arrivo.
Considero l'elezione un punto di partenza, dove bisogna cominciare a
lavorare per la comunità. Abbiamo costanti riprove che molti degli "eletti"
ragionano così, senza davvero porsi il problema.
Non mi riferisco davvero a nessuno in
particolare, ma è sotto gli occhi di tutti caso per caso.
Personalmente ho ricevuto richiesta di
candidatura alle prossime elezioni provinciali, non da Forza Italia ma da
movimento alleato; ho rifiutato non già perchè non sarebbe gratificante, al
limite, il ruolo, ma perchè penso che non saprei assolverlo degnamente, per
limiti di tempo; i miei impegni lavorativi e non mi assorbono molto, non
credo sarei in grado di dedicare il giusto tempo e la giusta attenzione.
2. E' più facile essere rieletto anzichè eletto;
un nome ed un volto conosciuti sono preferenziali. Tutto sommato, se in
grado, un eletto svolge una campagna elettorale per tutto il suo mandato,
perchè avendo vinto una volta sa che sarà riproposto. Questo gli consente,
al limite, di "valere" per carica superiore, ad esempio elezioni regionali.
Quest'ultima candidatura è molto ambita, viene scelta anche in funzione di
altri risultati elettorali.
3. In relazione al punto (1) occorre
considerare, escludendo gli "inciuci", anche l'aspetto economico.
Dato non certo, ma proporzionalmente evincibile,
il gettone di presenza dovrebbe essere intorno ai 150 Euro. Se supponiamo
uno (o forse più) consiglio a settimana, più le commissioni (magari anche 2)
ecco che a fine mese il "rimborso" può facilmente arrivare a superare i 1000
Euro. Per qualcuno è una somma importante, per cui vale la pena "investire".
Questi sono coloro che definisco "gettonari" cioè si candidano e cercano di
vincere non soltanto per il "prestigio" (ritornando al quale non ha magari
valore per un "addetto ai lavori" ma ne ha tanto per un comune cittadino),
sicuramente non per svolgere un buon lavoro per la comunità, ma anche, e
altrettanto sicuramente, per percepire il gettone di presenza, che a fine
mese gli consente di raddoppiare le entrate lavorando meno (ricordo che un
dipendente ha diritto alla giornata libera e pagata se durante la giornata è
previsto consiglio o commissione).
Voglio ricordare che la prima costituzione
italiana, quella albertina, prevedeva la gratuità delle cariche, cioè puro
spirito di servizio. Altri tempi...
4. Ultima considerazione. Le coalizioni sono
poche, ma i partiti che le compongono molteplici, i distinguo si sprecano, e
ciascuno vuole "contarsi" e vedere la valenza che può spendere all'interno
della coalizione di appartenenza; un'altra forma di personalismo diffuso. E
così, parlando ad esempio del centro-destra, esso non si presenta con il
simbolo della CDL, bensì con tutti i simboli possibili che la compongono.
Significa quindi che l'elettore di centro destra, in un collegio, potrà, pur
votando centro destra, scegliere tra il candidato di F.I., quello CDU,
quello della Lega, quello della Casa del Cittadino, ecc... Lo stesso a
sinistra, credo. Ecco quindi la necessità della campagna elettorale
personale, non è più solo una questione di simbolo. Livio Bracco, ad
esempio, alla sua terza candidatura, non può più contare su un elettorato di
centro destra compatto, ma frazionato fra i vari simboli, e deve portare
l'elettore a scegliere lui anzichè un "amico" del cdu, o della lega, o di
altro... Gli eletti saranno coloro che, nel computo del voto di simbolo,
avranno "vinto" nel loro collegio. In queste provinciali, ad esempio, è
possibile che F.I. abbia diritto a 3 consiglieri, 2 il cdu, ecc... Il totale
sarà il numero dei consiglieri della coalizione. In passato, con simbolo
compatto, i cari candidati, a prescindere dal proprio simbolo, erano "smalmati"
nei collegi, e rappresentavano per l'elettore l'unico candidato possibile da
votare. Scelte di partito, o fra partiti, o meglio fra segreterie, che ha
portato il "vecchio" candidato a non poter più contare sul "collegio sicuro"
in quanto si trova la concorrenza in casa.
Queste sono le risposte che ho "trovato", non so
con sicurezza se siano esaustive o no. Sono semplicemente felice di non aver
accettato la candidatura, non per via di chi me l'ha proposta, persona
autorevole e degna, nè per ciò che rappresenta politicamente, bensì per
tutte le implicazioni di cui sopra. Sarò onesto fino in fondo, la richiesta
mi ha davvero lusingato, e sono già stato pagato così.
Angelo LESSI
ALCUNE
PRECISAZIONI DI G.B. CEPOLLINA
non intendo replicare all'intervento del Sig.
Lessi, ma solo correggere due inesatezze:
il gettone di presenza a Consigli e Commissioni
Consiliari della Provincia di Savona è pari a Euro 63 e non 150. ne consegue
che il consigliere di un Partito come Forza Italia che nell'attuale
legislatura conta 7 consiglieri divisi nelle varie commissioni riceve circa
500 euro al mese, qualcosa di più il capogruppo.
L'attuale sistema elettorale provinciale,
utilizzato per la prima volta nel 1995, ha sempre previsto la presentazione
di un candidato per ogni partito. Ad esempio per il centrodestra Forza
Italia, UDC (ex CCD CDU), AN.... vero è che quest'anno si presentano più
partiti e movimenti a sostengo dei vari candidati presidenti. (Patto Segni,
Casa del cittadino, lista Bellasio, Sole ambiente mare, etc etc....)
LA MIA RISPOSTA
Ringrazio l'amico cepollina per le precisazioni.
In effetti mentre scrivevo pensavo in lire e scrivevo in euro; pensavo
infatti alle vecchie 150 mila lire, e i 63 euro corrispondono alle vecchie
120 mila, più o meno ci siamo.
Tutto sommato, al di là delle personali opinioni
opinabili, mi fa piacere sapere che le mie "risposte" non erano tanto
lontane dai dati oggettivi perseguiti, anche perchè Cepollina, esperto
"tecnico" mi avrebbe gentilmente corretto.
Tengo davvero a ribadire che, al di là dei dati,
davvero non mi riferivo a nessuno in particolare, nè volevo criticare
alcuno. Sono anzi sicuro che nel mucchio degli eletti o candidati, di tutti
gli schieramenti, c'è chi lo spirito di servizio lo ha davvero, e prova a
fare qualcosa di buono per la comunità. Peccato che talvolta le scelte di
Partito, quello che sia, non privilegino soltanto costoro.
Tengo davvero a ribadire
Angelo Lessi