L' intervista, fatta per il numero speciale di dicembre 2003 del settimanale Tempi
Assessore Orsi la Liguria è caratterizzata da un territorio variegato e complesso.
Effettivamente in Liguria coesistono almeno due diverse realtà. C’è la costa, caratterizzata da un grande dinamismo, densamente popolata e che ospita la maggior parte delle attività produttive, e c’è l’entroterra, meno conosciuto e meno popolato, ma dove crediamo ci siano grandi opportunità di sviluppo.
Come si salvaguarda l’ambiente in situazioni così diverse?
Compito delle istituzioni è offrire risposte adeguate alle peculiarità del territorio ed alle esigenze degli abitanti. In Liguria noi abbiamo approvato un Piano della Costa esteso a tutto il litorale, uno strumento attraverso cui regolare e coordinare il dinamismo delle attività che vi si concentrano. Nel contempo sono stati realizzati interventi di tutela e valorizzazione del territorio, della sua vocazione e delle sue risorse, penso alla creazione di nuove spiagge come ai nuovi porticcioli turistici. Oltre a questo abbiamo portato a termine le opere necessarie per il miglioramento delle condizioni ambientali e della sicurezza degli insediamenti, come i nuovi depuratori e i piani di tutela per tutti i bacini idrografici regionali.
Per quanto riguarda l’entroterra?
A favore dell’entroterra, dove è necessario creare nuove opportunità di lavoro e sviluppo, ci ripromettiamo di intervenire con decisione nella seconda parte della legislatura. Già oggi però abbiamo posto semi importanti come ad esempio la certificazione ambientale delle amministrazioni, per cui la Liguria ha di gran lunga il primato in Italia. Altre decisioni importanti sono state prese a favore delle aree protette – il 25% del territorio ligure - trasferendo nuove attribuzioni agli Enti Parco in modo da renderli finalmente reali centrali di sviluppo territoriale, e favorendo il turismo e le produzioni agricole e artigianali di qualità.
La qualità è importante per la Liguria?
Assolutamente. Il nostro è un territorio piccolo, ma ricco di opportunità da promuovere e valorizzare, come la contemporanea presenza delle tre regioni biogeografiche, che la rende un esempio unico in chiave nazionale riguardo alla ricchezza della biodiversità. Con i nostri progetti cerchiamo di partire da questo patrimonio stimolando ricercando però al contempo quelle innovazioni che ci permettano di essere sempre in prima fila dal punto di vista della qualità dei servizi offerti. A tal fine crediamo molto nello sviluppo della progettualità a livello locale e nella partnership pubblico-privato.
Per difendere l’ambiente e promuovere la qualità della Liguria spendete molto?
Diciamo che abbiamo investito ingenti risorse, quantificabili in circa 160 milioni di euro tra il 2002 ed il 2003. Ma soprattutto promuoviamo anche presso le altre amministrazioni una cultura per cui l’ambiente non è un semplice settore delle competenze istituzionali, ma un elemento di cui tener conto in ogni decisione politica e di pianificazione strategica.