Articolo di Franco Orsi  scritto nel 2003 per la rivista della Fondazione Carige.

La Liguria è caratterizzata da un territorio ricco di contrasti. Lo spazio è breve, spesso rubato con fatica alla collina o alla montagna. Luci e ombre si alternano repentinamente nei nostri centri storici come nei sentieri dell’entroterra. Le coste alte e frastagliate sono montagne che si gettano in mare, direttamente e senza declinare.

Eppure questi contrasti agli occhi dei Liguri non sono altro che manifestazioni della complementarietà profonda che è la quintessenza ed il legame che tiene unito il nostro territorio. Questa complementarietà diventa a mio parere simbiosi quando si pensa al rapporto specialissimo che esiste fra territorio fisico e mare e fra mare e gente di Liguria. Non è possibile infatti immaginare la Liguria, la sua forma ad arco, senza pensare al bacino d’acqua che si estende davanti, e viene abbracciato dal golfo ligure. E’ evidente d’altra parte l’impronta di questo legame nella storia, nella tradizione, nella cultura e persino nella toponomastica regionale. Altrettanto facile è osservare come il rapporto fra terra e mare di Liguria abbia ispirato nel tempo canzoni e poesie giunte intatte e cariche di significato fino ai giorni nostri. Dal punto di vista economico poi, il mare è sempre stato una risorsa, per il commercio ed i servizi ad esso collegati come per il turismo. Infine, credo si possa dire che il mare ha una parte importante nei ricordi di ogni Ligure.

Per tutti questi motivi la tutela del mare e della costa occupa un posto di primo piano nella politica della Regione in materia di ambiente. In quest’ambito assumono particolare rilievo due ordini di attività: il monitoraggio della qualità delle acque e dei fondali e la valorizzazione dell’ambiente marino e costiero. Il monitoraggio di acque e fondali è parte fondamentale del più ampio processo di pianificazione degli interventi di gestione della costa. In sostanza, attraverso questo monitoraggio, è possibile conoscere l’impatto che le attività antropiche (in particolare per quanto riguarda edilizia e scarichi civili ed industriali) hanno sull’ambiente marino. L’analisi dei risultati del monitoraggio segnala i casi in cui è necessario intervenire con misure ad hoc e costituisce un importante      feed-back per valutare l’efficacia della normativa (regionale, ma anche nazionale ed europea) che regola le attività antropiche che hanno un impatto sull’ambiente marino. In base ai risultati del monitoraggio condotto dall’anno 1998 in poi, la situazione della qualità delle acque marine in Liguria è stata giudicata a seconda delle zone ottima o buona. La qualità è stata misurata considerando il livello trofico e la trasparenza dell’acqua. A conclusioni analoghe si può d’altra parte giungere osservando come di anno in anno la Liguria si trovi sempre ai primi posti fra le regioni italiane per numero di bandiere blu. Per questo motivo dal 1999 in poi diminuiscono costantemente sia le zone  non idonee alla balneazione per l’intera stagione, sia le giornate in cui la balneazione non è permessa nelle altre zone.

Per quanto riguarda la valorizzazione dell’ambiente marino e costiero è necessaria una premessa. Rispettare l’ambiente non significa semplicemente lasciare le cose come stanno, evitando qualsiasi intervento. Una più compiuta tutela dell’ambiente non può infatti prescindere dalla valorizzazione delle diverse peculiarità territoriali, integrando la tutela dell’ambiente con le attività economiche e le esigenze sociali e culturali di chi abita e vive le zone costiere. Questo principio è tanto più valido quando si ha a che fare con una risorsa come l’ambiente marino, la cui valorizzazione è indispensabile per l’offerta turistica. A questa filosofia è ispirato il Piano della Costa approvato dalla Regione nel 2000. A seguito dell’approvazione del Piano e grazie anche al contributo di finanziamenti comunitari, sono stati avviati numerosi interventi volti a salvaguardare e ricostituire le spiagge attraverso ripascimenti stagionali o straordinari. In fase di attuazione sono inoltre i progetti  di altre opere di difesa della costa, e non solo delle spiagge, come dighe e barriere soffolte. Un altro filone di attività mira alla riqualificazione paesistica di tratti di costa degradati o finora poco valorizzati, oltre che al potenziamento delle strutture per la nautica ed il diportismo. Coerenti con la volontà di valorizzare l’ambiente marino sono le misure prese a difesa delle praterie di Posidonia oceanica, vere e proprie foreste sottomarine vecchie di secoli che caratterizzano i nostri fondali e costituiscono una primaria attrazione turistica oltre che uno dei ventisei habitat marini liguri considerati di importanza comunitaria. Dello stesso segno è infine la decisione della Regione di candidarsi al coordinamento del comitato nazionale per la gestione del Santuario dei cetacei. Tutti questi interventi, messi in cantiere soltanto dopo un rigoroso esame di compatibilità ambientale, stanno contribuendo a portare lavoro e benessere nelle aree interessate. Ma soprattutto testimoniano la volontà e l’impegno della Regione a considerare il nostro mare una risorsa di vita.

 

Franco Orsi

Assessore al Territorio e Ambiente della Regione Liguria