commento su Turchi e i
pregiudizi
Ha ragione la signora Turchi quando parla di luoghi
comuni e pregiudizi...LEGGI... Sta però parlando da persona colta, pensante,
"ragionevole". Nonsiamo tutti così, molti crescono in famiglie dove tali
ignoranze sono perpetuate, e quando dico "vivono" mi riferisco agli esempi
che sin da piccoli ricevono da genitori e insegnanti, che ignorano quanto i
loro pregiudizi segneranno le nuove generazioni. Tutto sommato, noi tutti
siamo ancora segnati dai pregiudizi contro i "terroni" posti a margine ma
mai sopiti per via delle nuove "vittime": albanesi, marocchini, ed ora gli
islamici. Un po' come accadde agli italiani nel secolo scorso, che si
diffusero nell'europa più ricca e negli usa. C'è da dire che chi partiva
culturalmente non ci rappresentava: analfabeti, poveri, ignoranti e quant'altro,
salvo le dovute eccezioni. C'è da dire che ciò che manca agli emigranti di
ogni dove è la cultura al rispetto verso gli altri, vittime della loro
ignoranza. E altrettanta ignoranza è ciò che rappresenta gli ospitanti: si
sentono superiori ma non capiscono l'ignoranza altrui, sono vittime della
propria rigidità mentale.
Mi vorrei spiegare meglio con un esempio: chi si reca in
casa d'altri è rispettoso delle regole di quella casa, ed i proprietari si
aspettano che sia così, altrimenti è legittima l'offesa. Nessuno si sogna di
andare ospite in casa d'altri e appena arrivato di mettersi in mutande
perchè si sente più comodo, o di mettere i piedi sul tavolo, o di dirigersi
verso il frigorifero per soddisfare le proprie esigenze, e così via. Chi lo
facesse sarebbe universalmente (credo) tacciato di maleducato, nessuno
penserebbe che la reazione del padrone di casa sarebbe eccessiva, e il
comportamento del maleducato sarebbe condannato ovunque.
Ciò che tutto sommato offende gli italiani è che qualcuno
arrivi a casa loro, magari neanche invitato ma sono comunque disposti ad
accoglierlo, e questi reputi di potersi comportare come se fosse a casa
propria, sovvertendo tutte le regole di casa nostra e pretendendo pure di
avere il diritto di farlo!
Da noi, ad esempio, non si usa il velo, possiamo anche
tollerare che se lo vogliano mettere, ma sembra che dire che in certe
circostanze per noi è fuori luogo diventa razzismo! incredibile... Il
pensiero è che se reputi che le culture del tuo Paese sono così importanti
perchè te ne sei andato, perchè non ci torni? O forse i problemi che hai
sono proprio conseguenze di quelle culture che tu adesso mi vuoi imporre? Se
sei qui e pensi che sia meglio forse è proprio in virtù delle mie regole e
l'assenza delle tue, che ne dici?Insomma, sei a casa mia e le regole le
faccio io, libero di starci se le accetti, sei invitato ad andartene in caso
contrario. E non sono razzista, sono solo "protezionista" dei miei valori...
Dov'è che sto sbagliando? Sbaglio se mi offendo subito, se sono rigido, se
non ho comprensione della sua ignoranza e se non mi adopero per fargli
capire quanto sopra anzichè pretenderlo come dato di fatto. Ma si sa, "tu lo
devi capire da te" è una frase tipica dei nostri padri....
Angelo LESSI